Posti di ruolo: perché più al nord che al sud?

tuttoscuola_logo14Tuttoscuola  12.9.2016 

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– Dopo aver contato la distribuzione dei quasi 30 mila posti per le immissioni in ruolo 2016-17, c’è chi ha dedotto che i tanti posti riservati al Nord e i pochissimi per il Sud sarebbero la conseguenza paradossale della protesta dei docenti meridionali che, ottenendo l’assegnazione provvisoria verso casa loro, hanno liberato i posti nelle regioni settentrionali.

Chi conosce i meccanismi degli organici del personale sa che le cose non stanno così. La verità sta nei numeri riportati nelle tabelle ministeriali.

Provincia per provincia, regione per regione, per ogni classe di concorso vi sono due colonne poste una vicina all’altra: la prima riporta i dati dell’organico assegnato (i posti), la seconda riporta i dati dei titolari (i docenti che occupano quei posti). Quando si parla di titolari non ci si riferisce ovviamente a chi è assegnato transitoriamente sul posto.

Ebbene, quelle colonne confermano il fenomeno emerso in occasione dei trasferimenti del mese scorso verso gli ambiti: i posti dell’organico nelle scuole del Mezzogiorno sono saturi, quasi tutti occupati da titolari (non assegnati provvisoriamente), mentre al Nord sono molti i posti vacanti.

Da qui lo ‘squilibrio’ distributivo.

Posti di primaria e secondaria I e II grado

Aree

Posti di Organico Docenti titolari Posti vacanti

%

Nord Ovest

138.753

131.273 7.480

5,4%

Nord Est

95.641

91.542 4.099

4,3%

Centro

111.069

108.326 2.743

2,5%

Sud

152.033

151.447 586

0,4%

Isole

70.718

70.361 357

0,5%

Totale

568.214

552.949 15.265

2,7%

Elaborazione Tuttoscuola su dati Miur

La situazione è analoga per i posti di sostegno: saturi al Mezzogiorno, vacanti al Nord.

È la fotografia di una situazione squilibrata che vede una presenza di docenti, massiccia e trabocchevole, di docenti meridionali nelle scuole italiane e una tendenza a saturare i posti settentrionali con le eccedenze del sud e delle isole. Secondo l’immagine scelta da Tuttoscuola nello speciale “La mappa completa dei trasferimenti” (http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=39044  ), la scuola italiana “può essere rappresentata come una grande nave con un carico molto più pesante a prua (il nord del paese, con un numero di studenti in crescita), che fa scivolare gradualmente verso la prua una quota crescente del personale, collocato in misura preponderante a poppa (al sud), dove per motivi sociali il pubblico impiego in generale e la scuola in particolare rappresentano, soprattutto per le donne, opzioni inevitabilmente prioritarie”.

È un fenomeno sociale per il quale occorre programmare per tempi medio-lunghi un riequilibrio dignitoso domanda-offerta che si basi anche sulla rifondazione della professione docente.

Ecco alcuni approfondimenti:

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