Posto fisso, ma lontano da casa. Storia degli insegnanti assunti con il piano della buona scuola

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Radio 24  6.9.2015.   

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Il primo settembre è scattata la fase B del piano di assunzioni previsto dalla riforma della buonascuola. Nella notte fra il primo e il 2 settembre, a mezzanotte e un minuto, puntuali, sono arrivate le attesissime proposte di assunzione con indicata la provincia in cui i precari dovranno prestare servizio in questo anno scolastico, come previsto dalla fase B del piano di assunzioni della riforma della buonascuola, quella per coprire i posti rimasti vacanti dalle prime due fasi. Si tratta soprattutto di insegnanti di sostegno.

Fra i 70mila che hanno fatto domanda, 9mila hanno ricevuto la mail la proposta di assunzione a tempo indeterminato. Chi rifiuta o non risponde entro la mezzanotte dell’11 settembre perde ogni diritto acquisito (viene cancellato dalle graduatorie), ad eccezione per chi ha una supplenza annuale o una chiamata da parte di un singolo istituto. Questi vengono assunti come previsto, ma potranno rimandare il trasferimento di un anno.

Per 7mila di loro però questa assunzione vuol dire andare via da casa, trasferirsi in un’altra provincia, spesso in un’altra regione. C’è chi parla incautamente di deportazione. I sindacati spiegano che non è facile per tante madri i bagagli e mollare la famiglia, tanto più con stipendi di circa 1.300 euro al mese. Una realtà che riguarda soprattutto insegnanti del suditalia e della sardegna.

Non è colpa di nessuno se i posti liberi sono soprattutto al nord. Non – spiega il ministro dell’istruzione Stefania Giannini secondo cui è fisiologico il numero di insegnanti che dovrà dovrà preparare armi e bagagli.

continua…

 

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