Professori a 27 anni: ecco la nuova Buona Scuola. Renzi la vuole entro l’anno

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Oggiscuola  10.10.2016

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– Diventare professori e insegnare a 27 anni. Un miraggio adesso per gli standard italiani. La nostra scuola, infatti, ha il corpo docente più vecchio d’Europa. Ma questo potrebbe cambiare con la nuova delega sulla quale sta lavorando il governo e che potrebbe essere presentata entro l’anno. Un progetto che prevede lo svecchiamento e si basa su una Formazione iniziale e un accesso “pilotato” all’insegnamento. Ecco cosa prevede il progetto che dovrebbe interessare la scuola media e quelle superiori.

Per prima cosa occorrerà conseguire una laurea magistrale. Ma chi vorrà insegnare dovrà inserire nel piano di studi almeno 24 crediti formativi universitari relativi a discipline dell’ambito antropo-psico-pedagogico. Qualunque sia la laurea prescelta: ingegneria, matematica o filosofia.  I crediti potranno essere acquisiti anche in aggiunta ai 120 previsti per le lauree magistrali.

Conseguito il titolo di laurea, occorrerà partecipare ai concorsi nazionali a numero chiuso che recluteranno i docenti da formare. Gli esperti del Miur hanno previsto selezioni con cadenza biennale per evitare di fare attendere nel limbo del precariato gli aspiranti professori. I fortunati che vinceranno il concorso stipuleranno un contratto a tempo determinato per tre anni e inizieranno a percepire una forma di compenso che andrà definita attraverso il contratto che governo e sindacati dovrebbero sottoscrivere nei prossimi mesi.

In altre parole, coloro che passeranno la selezione inizieranno a guadagnare già attorno ai 24/25 anni e potrebbero sedere in classe da docente tra i 27 e i 29 anni. Perché nel triennio a tempo determinato i docenti in pectore continueranno a studiare – nel primo anno – per conseguire la specializzazione all’insegnamento. Superato questo step, nel biennio successivo è prevista una sorta di apprendistato in cui i vincitori di concorso continueranno a formarsi, ma potranno iniziare ad entrare in classe per le supplenze. Al termine del triennio, i futuri insegnanti verranno valutati e, in caso positivo, stipuleranno un contratto a tempo indeterminato.

La nuova procedura, dovrebbe in capo a qualche anno assorbire le graduatorie dei precari e diventare l’unica per accedere all’insegnamento e alle supplenze. Potranno conseguire il titolo di specializzazione, ma a proprie spese, anche coloro che non risulteranno vincitori di concorso. Perché per insegnare nelle paritarie sarà proprio questo il titolo necessario. Le nuove regole prevedono anche un periodo di transizione per coloro che hanno conseguito l’abilitazione all’insegnamento con le regole attuali.

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