Prove Invalsi 2015, non si colma il divario Nord-Sud

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dalla Gilda degli insegnanti,  10.7.2015.  

A constatarlo è il Rapporto sulle Rilevazioni nazionali
degli apprendimenti 2014-2015 presentato dall´Invalsi

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L´Italia continua a viaggiare a velocità diverse anche sui banchi di scuola: gli studenti del Centro-Nord sorpassano ancora quelli del Centro-Sud, dimostrando di aver acquisito competenze di base più solide sia in ambito linguistico che in quello matematico. A constatarlo è il Rapporto sulle Rilevazioni nazionali degli apprendimenti 2014-2015 presentato il 9 luglio dall´Invalsi al Ministero dell´Istruzione. In particolare per l´Italiano si osserva la tendenza positiva delle regioni del Nord e delle Marche, il peggioramento dei risultati del Centro nella scuola secondaria di secondo grado; per la Matematica i risultati di quest´anno tendono a rafforzare il trend già emerso negli anni passati, ossia la polarizzazione delle differenze negli esiti, a tutto vantaggio delle regioni settentrionali e delle Marche e a svantaggio di quelle meridionali. Inoltre nel Mezzogiorno la variabilità dei risultati tra scuole e tra classi è molto elevata anche nel primo ciclo d´istruzione, con un impatto preoccupante sull´equità del sistema educativo di queste aree del Paese.

Nella prova di italiano, gli allievi mostrano maggiori difficoltà ad affrontare testi espositivi, argomentativi e discontinui, cioè quelli meno praticati nella quotidianità dell´attività scolastica. Discorso analogo per quanto riguarda la Matematica: gli scogli principali sono le domande legate all´argomentazione e alla rappresentazione di strategie risolutive. Il Rapporto Invalsi sottolinea, però, che all´inizio della scuola primaria non si evidenziano sostanziali differenze di risultati tra le diverse aree dell´Italia, ma tendono ad aumentare, anche sensibilmente, nei livelli scolastici più elevati. Buone le performance degli allievi degli istituti tecnici del Nord che, soprattutto in Matematica, ottengono risultati paragonabili a quelli dei licei. Le regioni dove si registrano i migliori esiti complessivi sono Lombardia, Veneto, provincia autonoma di Trento e Marche. Ed è proprio quest´ultima a rappresentare un´anomalia positiva, considerato che spicca fra le altre regioni dell´area Centro per i punteggi decisamente al di sopra della media nazionale in italiano e matematica, sia nella scuola primaria sia nella secondaria di secondo grado. “Certamente – ha commentato il responsabile Area Prove Invalsi, Roberto Ricci, illustrando i dati delle rilevazioni – è un caso da studiare e, se possibile, da diffondere come modello, visto che il successo di questa regione si ripete da quattro anni consecutivi”.

Per quanto riguarda gli studenti stranieri, dal Rapporto Invalsi emerge una riduzione del gap tra italiani e immigrati di seconda generazione. In generale, mentre gli esiti delle prove Invalsi degli allievi stranieri rimangono distanti da quelli degli studenti autoctoni, emerge una considerevole riduzione del divario per gli stranieri di seconda generazione, quelli cioè nati nel nostro Paese e che, solitamente, hanno sempre frequentato la scuola in Italia.

Complessivamente alle prove Invalsi hanno partecipato circa 13mila scuole, 115.826 classi e 2.245.676 studenti. Come per le rilevazioni precedenti, è stato individuato un campione di scuole, statisticamente rappresentativo, scelto su base regionale, per un totale di 6.655 classi coinvolte.

Tra le linee di sviluppo per i prossimi anni, oltre al rafforzamento delle prove come parte del Sistema nazionale di valutazione e all´ampliamento degli ambiti di rilevazione e dei livelli scolastici esaminati, l´ Invalsi individua anche la somministrazione delle prove per via informatica a partire dalla scuola secondaria di secondo grado.

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