Quasi 90% scuole costruite senza criteri antisismici

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 Ansa, 6.11.2016

– Legambiente, 40% in aree a rischio e solo 1 su 2 con collaudo –

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(ANSA) – ROMA, 6 NOV – In Italia “il 40% delle scuole si trova in aree ad elevato rischio sismico”. Ma non è soltanto una questione di luoghi, che in un territorio ‘fragile’ come il nostro non può essere facilmente elusa. Perché, come se non bastasse, “quasi il 90% delle scuole del nostro Paese sono costruite senza criteri anti-sismici”; e “soltanto una su due ha certificati di collaudo e idoneità statica”.

Questo l’allarme sull’edilizia scolastica contenuto nel nuovo rapporto ‘Ecosistema scuola’ messo a punto da Legambiente che, a pochi giorni dall’ultima forte scossa di 6.5 nel cuore d’Italia, risuona ancora più forte, rimbombando nelle orecchie di tutti noi. L’indagine – fatta su scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado su un campione di 6 mila strutture nei capoluoghi di provincia – racconta anche di come il 65,1% degli edifici sia stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica (1974) e il 90,4% prima della legge in materia di efficienza energetica (1991).

“Sono stati stanziati 7,4 miliardi di investimenti e 27 mila sono gli interventi avviati per l’edilizia scolastica”, spiega Legambiente facendo presente come “negli ultimi anni sul fronte dell’edilizia scolastica si sia aperta una nuova fase” con la nascita della Struttura di missione. Complessivamente “il 71% degli interventi avviati è stato di tipo non strutturale e questo spiega perché non si vedono ancora grandi miglioramenti. Solo il 15,3% delle scuole ha fatto indagini diagnostiche dei solai mentre il 5,3% ha effettuato interventi di messa in sicurezza”; sul versante della sicurezza antisismica “cresce la percentuale media” degli edifici che hanno fatto verifiche di vulnerabilità sismica (31%); rimane “troppo bassa la media di quelli costruiti secondo criteri antisismici, meno del 13%”.

Ancora forti le differenze tra nord e sud: al meridione 3 scuole su 4 si trovano in aree a rischio sismico mentre al settentrione c’è “una discreta capacità” di investimento (in manutenzione straordinaria quasi 63 mila euro ad edificio). Ed ancora, certificazioni fondamentali, come quelle di agibilità, mancano al 40% delle scuole (con punte dell’80% nelle Isole). “Il terremoto nel centro Italia – osserva la presidente di Legambiente Rossella Muroni – che ha provocato il crollo di un edificio scolastico ad Amatrice, su cui erano stati realizzati nel 2012 interventi di ristrutturazione per 700 mila euro, ci ricordano drammaticamente quanto sia urgente partire dall’adeguamento sismico, fissando obiettivi chiari. Per questo chiediamo al Governo un Piano di messa in sicurezza di tutte le scuole nelle aree 1 e 2 di rischio sismico”.

Secondo Laura Galimberti, coordinatrice della Struttura di missione per l’edilizia scolastica presso Palazzo Chigi, “la scuola è il luogo più sicuro dove stare; senz’altro nelle zone in cui la vulnerabilità sismica è particolarmente elevata è necessario procedere a tappeto con le verifiche”. E poi si potrebbe per esempio pensare a “una progressiva ricollocazione degli edifici scolastici in edifici di nuova costruzione; l’idea che i conventi del ‘500 debbano necessariamente ospitare delle scuole è un’idea non solo molto costosa ma spesso non adeguata neanche alle esigenze della didattica”.

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