Quota 96, nulla da fare. Per molti ancora lontana la pensione

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Fabrizio De Angelis,  La Tecnica della scuola  25.10.2016

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– Nulla da fare per i quota 96, che saranno costretti a restare in servizio ancora per qualche anno. Il verdetto arriva direttamente dall’Inps.

Infatti, come riporta il Fatto Quotidiano, gli esodati “creati” dalla Legge Fornero, non rientreranno nella prossima Legge di Stabilità, dopo mesi di audizioni e appelli.
Il problema fondamentale, secondo l’Inps, è dato dal numero di questi esodati, che non si conosce realmente, per cui non si può stimare in nessun modo il costo di un provvedimento di deroga che riesca a garantire la pensione a questa fetta di personale scolastico, che dovrebbe contare dalle 4mila alle 9mila unità.

Un breve riepilogo della questione: nell’ottobre 2011 migliaia di docenti avevano già fatto domanda di pensionamento perché avrebbero conseguito la quota entro la fine dell’anno scolastico. Poi è arrivata la riforma previdenziale, che non ha tenuto conto della specificità del mondo della scuola, dato che, al contrario degli altri altri dipendenti pubblici, il personale della scuola ha un’unica finestra di uscita, ovvero si può andare in pensione solo tra il 31 agosto e il 1° settembre, perchè non si può lasciare una classe a metà anno.
Purtroppo la Fornero non ha considerato questa situazione, generando il malcontento di molti prof che hanno aumentato l’età pensionabile fino a 6 anni.

Il Miur aveva fatto un censimento, stimando questa categoria fra 3.500 e le 4mila unità, ma per l’istituto previdenziale si tratta solo di una stima, per cui non ha potuto agire in nessun modo e non potrà farlo nemmeno ora, visto che la situazione non è cambiata.

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