Regionali 2015, la vittoria mutilata del PD. Divisioni e delusione tra i democratici

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Andrea Carlino,   La Tecnica della scuola   Lunedì, 1 Giugno 2015.   

Ai seggi solo il 52,2% degli elettori. Sorpresa Toti in Liguria, De Luca avanti in Campania. Zaia ‘doppia’ Moretti in Veneto

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7-0? 6-1? 4-3? Le elezioni regionali finiscono con un 5-2 per il centrosinistra, ma è un risultato al di sotto delle aspettative per il partito del premier Matteo Renzi, che rischia fortemente, però. di perdere la Liguria: Giovanni Toti, infatti, sostenuto dal centrodestra unito (da Ncd alla Lega Nord passando per Forza Italia) è saldamente avanti a Raffaella Paita vincitrice delle primarie del Pd. Sembra, invece, non avere fermato la corsa di Vincenzo De Luca la sentenza di “impresentabile” della commissione antimafia. In Liguria con 1729 sezioni scrutinate su 1790 Giovanni Toti ottiene il 34,6% dei consensi contro Raffaella Paita ferma al 27,9.

In Veneto con 3847 sezioni su 4742 Luca Zaia stravince con il 50,7% dei voti contro il 22,9% di Alessandra Moretti; in Campania (4.974 sezioni su 5.835) Vincenzo De Luca è avanti con il 40,3% contro il 38,3 di Stefano Caldoro; in Puglia (2400 sezioni su 4016) Michele Emiliano è al 47,9% contro il 18,3% di Francesco Schittulli; in Umbria (1008 sezioni su 1012) Catiuscia Marini è in testa con 42,8% inseguita da Claudio Ricci del centrodestra con il 39,2; nelle Marche (1581 su 1583) Luca Ceriscioli è al 41% distanziando Giovanni Maggi del Movimento cinque stelle al 21,8%; in Toscana (3.889 su 3.969) Enrico Rossi è al 48,1% e al secondo posto c’è Claudio Borghi della Lega Nord al 20,1%.

A livello nazionale il Partito Democratico si attesta al 23,7%; secondo partito il Movimento 5 Stelle al 18,4%. Poi Lega Nord al 12,5%. Quarto partito Forza Italia al 10,7%, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale invece al 4,2%.

In ogni caso il dato emblematico di queste consultazioni regionali è soprattutto la bassa affluenza alle urne: si è recato ai seggi solo il 52,2% degli italiani nelle sette regioni in cui si votava, quasi 12 punti in meno rispetto al 64,1% delle precedenti consultazione omologhe a quelle di ieri.

Da segnalare, infine, lo scrutinio a rilento. Ad oltre sette ore e mezza dalla chiusura dei seggi non è disposizione ancora alcun dato definitivo nelle sette regioni dove si è votato ieri.  Mentre per Marche, Toscana e Liguria mancano soltanto poche sezioni, più indietro sono Veneto, Umbria e Campania. Ancora più attardata la Puglia dove, secondo i dati a disposizione sul sito regionale si è da poco passato il 50% delle sezioni scrutinate.

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