Renzi confessa: “la Buona Scuola non funziona ma la modifico solo dopo il referendum”

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di Vincenzo Pascuzzi,  ReteScuole  23.10.2016

– Il premier è, quindi, a dir poco arrabbiato con la titolare del Miur, soprattutto teme che l’ondata di malcontento che monta di giorno in giorno per il malfunzionamento della riforma si tramuti in voti negativi al prossimo referendum del 4 dicembre. [1) ma Giannini è stata esautorata e marginalizzata; 2) mente continuamente: nessuna fiducia nelle sue promesse; 3) non ne capisce di scuola: nessuna fiducia nelle capacità di recuperare anche volendo.]

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E se la Buona Scuola di oggi non fosse quella dell’anno prossimo? Non è una domanda trabocchetto, ma quello che sta passando per la testa del presidente del Consiglio e dei suoi collaboratori più stretti.

Nonostante i tre miliardi d’investimenti e un piano straordinario di 120mila assunzioni, la riforma non ha sortito gli effetti sperati.

Il sistema scolastico è in difficoltà e Renzi non ha risparmiato critiche al ministro Giannini: «Se fossimo stati più bravi a gestire questa vicenda, sarei stato più contento», ha detto il capo del governo. Il premier è, quindi, a dir poco arrabbiato con la titolare del Miur, soprattutto teme che l’ondata di malcontento che monta di giorno in giorno per il malfunzionamento della riforma si tramuti in voti negativi al prossimo referendum del 4 dicembre.

Quindi a palazzo Chigi si sta lavorando a un’exit strategy. Che va avanti già da qualche tempo, a dire il vero. Basti pensare che i decreti attuativi della riforma non sono ancora stati resi effettivi. E il blocco potrebbe durare fino a dopo il referendum. Per decidere, poi, di andare avanti o cambiare. Ipotesi che non è per nulla da escludere.

Anche per questo il ministro Giannini nell’incontro con i sindacati non ha potuto dare risposte più concrete su Algoritmo, Tfa, GaE, Pas e aumenti salariali. Tutte questioni che interessano la base del corpo docenti della scuola italiana e che potrebbero essere oggetto di novità a dicembre.

Quando molti valutano sarà arrivata a compimento anche la prima maxi ondata di ricorsi contro i trasferimenti decisi dall’algoritmo e si potrà ipotizzare di comprendere come agire per porre rimedio ai danni.

Chissà che dopo la Buona Scuola non si abbia la Nuova Buona Scuola.

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