Renzi “dirigenti non assumeranno amici degli amici”. Gilda, “evita argomento”. Non affronta nodo precari. Meloni, premier “ridicolo”.

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di Anselmo Penna,  Orizzonte Scuola  14.5.2015.

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Ieri il Primo Ministro Renzi si è prestato ad un tentativo di illustrare la riforma della scuola attraverso un video messaggio pubblicato sul sito del Governo. Le prime reazioni, probabilmente, non vanno nella direzione sperata.

Profondamente critico, ad esempio, il sindacato Gilda che afferma “usa toni da televendita”. Sulle rassicurazione da parte di Renzi relativamente ai poteri dei dirigenti, la Gilda replica affermando che in realtà l’argomento non viene affrontato e neppure quello relativo agli albi “che vedono la perdita della titolarità dei docenti”.

Altro noto spinoso riguarda la valutazione degli insegnanti e i soldi stanziati che ammontano a 200mln di euro. Su questo punto nei giorni scorsi si è consumata una polemica che ha visto contrapporsi membri della maggioranza e i sindacati.

Infatti, i sindacati sostengono la necessità di affidare alla contrattazione l’utilizzo di questi soldi, mentre la maggioranza e il Governo sostengono che debbano essere affidati direttamente alle scuole.

Inizialmente affidati ai dirigenti che avrebbero scelto a chi assegnare i premi, un emendamento ha modificato la materia, affidando ad un nucleo di valutazione composto da dirigente, due docenti, genitori e alunni le modalità di distribuzione di tali risorse ai docenti.

Sulla questione dei soldi – afferma la Gildapoi abbiamo ampiamente dimostrato che i 500 euro per la formazione e i 200ml per il merito sarebbero stati meglio impiegati per un contratto nazionale, che da 7 anni i docenti attendono.” Le posizioni restano, quindi, inconciliabili.

Altra questione nodale, i precari. Il Primo Ministro illustra le assunzioni, sostenendo che riguarderanno solo coloro che hanno acquisito il diritto di diventare docenti a tempo indeterminato, chi è inserito nelle GaE e hanno vinto un concorso.

Non affronta la questione delle Graduatorie d’istituto e della richiesta da parte dei movimenti e dei sindacati di un piano pluriennale di assunzioni che coinvolga anche questa categoria di docenti.

Duri attacchi anche dal mondo politico. Ieri, Fassina ha dichiarato di voler abbandonare il Partito Democratico se non ci saranno passi indietro sui punti nodali della scuola, mentre l’On. Meloni (Fdi), ha crudamente dichiarato: “ridicolo video di Matteo Renzi davanti alla lavagna. Governo ha già deciso di andare avanti su riforma pessima”.

 

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