Renzi, modifiche ddl: 25 alunni a classe e via genitori e studenti da valutazione. Smentito varo legge a Luglio. Ma sui tempi e contenuti regna la confusione

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di Anselmo Penna,  Orizzonte Scuola  7.6.2015.

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L’impressione che se ne ha è che sulla riforma della scuola il Partito Democratico sia entrato nel pallone, con annunci di modifiche, smentite, problemi interni e dubbi sulla tempistica.

Possibili modifiche
Secondo quanto riferisce il Premier Renzi dal palco di “Repubblica delle idee”, potrebbero esserci delle modifiche anche sostanziali al DDL. Una di queste, la riformulazione della Legge Gelmini sul numero di alunni per classe. “Voglio riportare – ha detto Renzi – le classi ai numeri precedenti la riforma del 2008: 25 studenti per classi. Oggi si arriva a 28 più alcune deroghe. Ci costerà un po’ di soldi e forse potremo farlo solo nel 2017. Questa è la mia proposta, la bomba del giorno”.
Una seconda modifica riguarda la presenza di genitori e studenti nella commissione di valutazione che, secondo il testo licenziato dalla Camera, determinerà i criteri per gli aumenti stipendiali ai docenti meritevoli.
Soluzione fortemente caldeggiata dal Sottosegretario Faraone, ma che oggi trova Renzi scettico “Oggi – ha detto – un genitore, in un contenzioso tra figlio e insegnante, dà spesso ragione al figlio”. Possibile che il passaggio venga modificato inserendo 4 docenti nel comitato e lasciando ai genitori e studenti un ruolo consultivo.
Sui poteri ai dirigenti, Renzi conferma le nostre indiscrezioni di qualche giorno fa. Possibile che per mitigare la discrezionalità insita nel provvedimento sulla chiamata dei docenti e la gestione degli indirizzi delle scuole si passi ad un incarico a tempo, di massimo 6/8 anni.

Tempistica
Timori, soprattutto nel mondo dei docenti precari, sulla tempistica di approvazione della riforma.
Voci parlamentari e non solo, nei giorni scorsi hanno fatto circolare la notizia che il varo definitivo del DDL non possa avvenire prima di metà luglio. I tempi al Senato potrebbero essere lunghi e far slittare oltre giugno l’approvazione della legge. Infatti, è ormai assodato che il Senato apporterà delle modifiche, quindi sarà necessario un secondo passaggio alla Camera. I tempi tecnici non sono certo aggirabili, quindi, qualcuno ha ipotizzato un varo a metà luglio.
Ciò porterebbe ad uno slittamento della tempistica delle assunzioni che allarma i docenti precari.
Secondo quanto affermato dalla responsabile scuola del Partito Democratico, la Senatrice Puglisi, non  si prevede all’orizzonte alcuno slittamento.”
Ieri, il Premieri ha, però, messo in conto la possibilità di prolungare di una settimana di lavoro in VII Commissione, ma non di più, perché le assunzioni salterebbero al 2016.

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