Renzi spacchetta le assunzioni

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Oggi al senato il maxiemendamento che riscrive la riforma della scuola.
Ci sarà il voto di fiducia. Subito 50 mila contratti con le vecchie regole, gli altri slittano

di Alessandra Ricciardi,  ItaliaOggi  23.6.2015.  

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Rinviare le assunzioni di un anno non serve. Politicamente e giuridicamente, meglio procedere subito, anche se, dal punto di vista pratico, non tutte scatteranno dal prossimo primo settembre. L’ennesima mediazione spuntata ieri a Palazzo Chigi sulla riforma della scuola, accantonata -pare- definitivamente l’iniziale ipotesi avanzata dal premier Matteo Renzi di rinviare tutto di un anno, parla di una metà delle assunzioni, circa 50 mila, da fare subito per questo settembre su tutti i posti vacanti e disponibili, e non solo a copertura del turn over, utilizzando le vecchie regole, e dunque lo scorrimento delle graduatorie. L’altra metà invece andrebbe più in là di qualche mese, con decorrenza giuridica sempre dal primo settembre, ma presa di sede e stipendio da novembre almeno. Per queste, legate all’organico dell’autonomia, si applicherebbe il sistema della chiamata diretta sui nuovi ambiti territoriali previsto dalla riforma. La mediazione sarà contenuta nel maxiemendamento che i relatori della riforma al senato, Francesca Puglisi (pd) e Franco Conte (Ap), depositeranno oggi in commissione istruzione al senato. E su cui il ricorso al voto di fiducia pare ormai certo. Una mezza vittoria per entrambi i fronti, quello della maggioranza e della minoranza interna al Pd: la prima voleva che non ci fossero assunzioni senza la riforma, la seconda si batteva per farle tutte e senza che la Buona scuola fosse legge. D’altra parte le immissioni in ruolo andavano fatte comunque, anche per evitare ulteriori azioni risarcitorie, con probabile soccombenza dell’amministrazione, da parte dei docenti precari con più di 36 mesi di servizio alle spalle. Ed è una buona ragione tecnica, non bastasse quella politica di non lasciare sulle barricate i precari della scuola, dopo averli illusi di una stabilizzazione dietro l’angolo, e al tempo stesso di darla vinta a minoranza interna e sindacati. Che allo slittamento avevano brindato.

Il maxiemendamento dovrà anche indicare gli altri punti di mediazione, dalla valutazione dei docenti al prossimo concorso. Se dal comitato di valutazione è data per certa l’uscita di scena di genitori e studenti, il concorso del 2016 potrebbe avere una corsia preferenziale per i precari della seconda fascia di istituto, quelli che sono rimasti fuori dalla stabilizzazione. Corsia che potrebbe concretizzarsi in un super punteggio da assegnare nel concorso, con quota di posti riservata, o addirittura in un esame semplificato. «I centomila precari da assumere sono utilizzati come una clava per imporre scelte inutili o dannose», attacca Walter Tocci, deputato della minoranza Pd e componente della VII commissione. «A proposito di disinformazione sulla riforma della scuola, riterrei il ricorso alla fiducia un abuso e una dichiarazione di guerra. Chiaro?», rincara la dose l’altro senatore della minoranza dem, della commissione VII, Corradino Mineo. «Per quello che ci riguarda è del tutto evidente che se la riforma passa, ci saranno 100 mila assunzioni, se la riforma non passa o non passa in tempo, le assunzioni saranno quelle del turn over, che sono circa 20-22mila persone», diceva nelle stesse ore Renzi. Difficile credere che l’intesa ci sia già.

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