Riforma classi di concorso. Consiglio di Stato: ok, ma attenzione a insegnanti già inseriti nelle graduatorie. Concorso a cattedra con vecchie classi

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Orizzonte Scuola,  2.9.2015.  

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Prosegue l’iter del rinnovo delle classi di concorso, è arrivato anche il benestare da parte del Consiglio di Stato, che chiede al Miur “quale sorte subiranno le posizioni dei docenti già inseriti nelle graduatorie vigenti» al momento dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni”

L’iter della riforma delle classi di concorso è partito a luglio 2015, con la lettura del provvedimento in Consiglio dei Ministri. Sono state subito messe in evidenze le novità:

Sono ancora previsti passaggi nelle Commissioni Istruzione e Lavoro di Camera e Senato, fino alla lettura definitiva in Consiglio dei Ministri.

Questo significa un tempo non compatibile con la pubblicazione del bando del nuovo concorso a cattedra, previsto per circa 90mila posti, che inevitabilmente dovrà ancora essere gestito con le classi previste dal dm n. 39/98

Essa si compone di

  • Schema di regolamento: recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento
  • Tabella A: nuove classi di concorso: nuove denominazioni, titoli di accesso, insegnamenti relativi ( (passano da116 a 81)
  • Tabella A/: Omogeneità degli esami previsti nei piani di studio dei titoli di vecchio ordinamento per l’accesso alle classi di concorso limitatamente ai titoli previsti dalla tabella A nella colonna dei titoli previsti dal dm 39/98
  • Tabella B: Laboratori (tabella delle classi di concorso C, passano da 52 a 33)

N.B. E’ stata eliminata la vecchia tabella D, ricompresa nell’attuale tabella A.

Non ci sono classi di concorso specifiche per il sostegno, anche se la legge 107/2015 prevede l’espletamento di un apposito concorso per chi è in possesso della specializzazione relativa all’ordine di scuola indicato

Le classi di concorso passano ad 81, con l’aggiunta di 11 nuove classi di concorso per l’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado:

  1. lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti);
  2. Scienze e tecnologie della calzatura e della moda;
  3. Scienze e tecnologie della logistica;
  4. Storia della musica;
  5. Strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado;
  6. Tecnica della danza classica; Tecnica della danza contemporanea;
  7. Tecniche di accompagnamento alla danza;
  8. Tecnologie musicali;
  9. Teoria analisi e composizione;
  10. Teoria e tecnica della comunicazione.
    Inoltre sono state aggiunte altre 2 nuove classi di concorso che riguardano posti di insegnante tecnico-pratico. Le nuove classi di concorso sono Laboratorio di logistica e Laboratori di scienze e tecnologie della calzatura e della moda

Il Consiglio di Stato, nell’esprimere il proprio parere, è stato comunque critico. Un dubbio sulla riduzione riguarda infatti la conseguente “progressiva assimilazione dei curricula dei docenti”, con “il pericolo di una dequotazione della qualità del nostro sistema di formazione superiore, non più ancorata a uniformi percorsi di apprendimento, finalizzati a garantire la competenza dei docenti nella materia oggetto di insegnamento, destinata a ripercuotersi in senso negativo sulla complessiva offerta formativa del nostro sistema”

Ma soprattutto, bisognerà tener conto dei docenti attualmente inseriti nelle graduatorie in base alle vigenti classi di concorso. Infatti, nonostante l’Amministrazione evidenzi come non saranno lesi i diritti di alcun docente ad oggi inserito nelle graduatorie, garantendo a tutt sia la possibilità di insegnamento sia la possibilità di avere titolo utile per la partecipazione ai futuri concorsi a cattedra, il Consiglio di Stato rileva che “non sembra adeguatamente garantire la salvaguardia delle posizioni e dei titoli acquisiti per effetto dei percorsi normativi sino ad ora in vigore, né di conseguenza le posizioni degli insegnanti attualmente inseriti nelle graduatorie”. Non vi è infatti cenno alla sorte che subiranno le posizioni dei docenti già inseriti in valide graduatorie al momento dell’entrata in vigore del provvedimento.

Dunque, pur avendo sostanzialmente fornito un parere favorevole, il Consiglio di Stato invita il Miur a rivedere alcuni passaggi, in particolare per la salvaguardia dei docenti precari.

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