Riforma, come si individueranno i soprannumerari? Sarà il dirigente a decidere chi deve andare via? Saltano tutte le regole sulla mobilità

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di Anselmo Penna,  Orizzonte Scuola  14.7.2015.  

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La riforma porta delle vere e proprie rivoluzioni in alcuni ambiti che negli anni si sono strutturati definendo delle regole condivise e uguali su tutto il territorio, frutto di una stratificazione anche decennale. Tra questi, la mobilità.

L’avvio degli ambiti territoriali modificherà profondamente la mobilità. La chiamata da parte dei dirigenti pone una serie di questioni che dovranno essere dipanate necessariamente nei prossimi mesi.

Infatti, il fatto che i dirigenti potranno chiamare i docenti dagli albi territoriali sulla base dei curriculum pone un quesito: cosa accadrà alle graduatorie interne d’istituto?
Saranno mantenute e vi confluiranno anche i neonominati con chiamata? Esisteranno due sistemi (cosa difficile da gestire), quello delle graduatorie interne che determinerà i sorannumerari dei docenti con titolarità e i docenti che saranno chiamati dai dirigenti? In questo caso, se si perdono cattedre, chi sarà il docente soprannumerario, quello della graduatoria o quello individuato dal dirigente? Oppure le graduatorie interne saranno eliminate e tutti i docenti saranno sullo stesso piano, senza più punteggi?

In quest’ultimo caso, come si determineranno i docenti soprannumerari? Sarà decisione del dirigente scegliere quale docente si dovrà mandare via dalla scuola? Su quale criterio, discrezionale?

Mancano, inoltre, punti di riferimento, ad esempio, sul trattamento delle maternità, della legge 104/92, nonché la definizione di criteri che sottenderanno all’intervento da parte degli USR per l’assegnazione alle scuole dei docenti che non sono stati oggetto di richiesta da parte dei dirigenti.

Sarà necessario, quindi, in questi mesi scrivere nuove regole che declinino in modo più dettagliato i nuovi meccanismi fornendo una canovaccio da utilizzare per una uniformazione a livello nazionale, onde evitare che il sistema possa degenerre in interventi discrezionali e contraddittori.

Altra questione non indifferente: chi scriverà le nuove regole? Sarà il Governo senza l’aiuto delle parti sociali o i sindacati saranno coinvolti?

Se l’azione del Governo si manterrà coerente con quanto avvenuto in questi mesi, è probabile che le relgole vengano ancora una volta calate dall’alto.

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