Riforma della scuola al Senato, è già scontro per i numeri in commissione

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L’ex Cinquestelle Mussini esclusa dalle riunioni. Grasso: dobbiamo mantenere
l’equlibrio tra maggioranza e opposizione. De Pretis: per paura si violano le regole

  Il Corriere della Sera  21.5.2015

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Lavorerà anche durante la settimana della pausa elettorale delle Camere, la commissione istruzione del Senato che inizierà il suo lavoro sul ddl scuola da mercoledì 28 maggio. È già stato fissato anche il termine per la presentazione degli emendamenti al provvedimento: scade il 1 giugno alle 12. La decisione è stata presa a maggioranza dalla commissione riunita in seduta plenaria, secondo quanto viene riferito. Ma ai lavori non parteciperà la senatrice Maria Mussini, ex Movimento Cinque Stelle, ora Gruppo Misto, che prima è stata convocata e subito dopo «cassata», per mantenere l’equilibrio tra maggioranza e opposizione, assicura il presidente del Senato, Pietro Grasso. Ma la tensione rischia già di salire.

Il battibecco
«Sono disgustata per quanto accaduto – racconta Mussini – Alle 18.15 di ieri ricevo la convocazione per la riunione della commissione Istruzione, ma dopo 40 minuti mi scrivono che era partita per errore ed era da considerarsi annullata». «Per blindare la riforma della scuola – denuncia il presidente del gruppo Loredana De Petris – hanno impedito il trasferimento di una nostra senatrice in commissione Istruzione, Maria Mussini, che tra l’altro prima firmataria del ddl di iniziativa popolare sulla scuola, così com’era nostro diritto fare». «È davvero grave che il presidente del Senato ci abbia detto invece di no perché si doveva garantire l’equilibrio in commissione tra maggioranza e opposizione», dice De Petris. Secondo De Petris, «sono state violate le regole in maniera plateale per paura del dibattito all’interno del Pd. Cos’è non si fidano di Tocci e Mineo?», si chiede De Petris. Immediato il battibecco con l’on.Luigi Zanda (presidente dei senatori Pd), che ha accusato De Petris di essere stata «eletta presidente del gruppo misto perché, generosamente, tre senatori del Partito democratico hanno dato i numeri al gruppo, perché venisse costituito e lei venisse eletta». Le parole del senatore Zanda «sbagliate e offensive – «voi non ci saresti stati senza i voti del Pd» – per giustificare la manovra che la maggioranza si accinge a fare, sovvertono dati incontrovertibili», replica il senatore Sel Massimo Cervellini.

Il richiamo ai regolamenti
Cerca di smorzare la polemica il presidente del Senato Pietro Grasso: «L’indicazione di senatori eccedentari a componenti delle Commissioni obbliga il Presidente del Senato a una verifica circa il rispetto, in ciascuna Commissione, del rapporto tra maggioranza e opposizione». Un principio oggetto peraltro dell’interpretazione contenuta nel parere della Giunta per il Regolamento dell’11 ottobre 2011, approvato all’unanimità. «Nn c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare», replica la presidente del Gruppo Misto Loredana De Petris.

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