Riforma. Maggioranza ha un solo voto in più in VII Commissione. Minoranza PD chiede più assunzioni e stop potere dei presidi. Renzi all’angolo?

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di Giovanni Calandrino,  Orizzonte Scuola  3.6.2015.  

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Ha un bel dire Matteo Renzi che alle Regionali il PD ha trionfato, il 5 a 2 in realtà nasconde un calo considerevole di consensi e una spaccatura interna che sta facendo sentire i suoi effetti. I numeri risicati del Senato sono diventati un grosso problema.

I NUMERI RISICATI
In via di svolgimento la riunione del gruppo PD in sala Koch al Senato sul DDL di roforma della scuola. Ci sono stati interventi durissimi da parte della minoranza PD nel contesto di una situazione che si fa ancora più delicata visto che i cambiamenti all’interno della maggioranza avvenuti oggi mettono a rischio di numeri proprio in commissione Istruzione al Senato.
Infatti, con l’uscita dalla maggioranza di Tito Di Maggio di Popolari per l’Italia (verso il gruppo dei fittiani), la maggioranza può contare su un voto in più: con il passaggio di Di Maggio nelle file dei Conservatori e riformisti, siamo nell’ordine di 13 voti per la maggioranza contro i 12 dell’opposizione.
Questo sulla carta, perché tra i 13 della maggioranza ci sono, oltre al presidente Andrea Marcucci del Pd, anche Corradino Mineo e Walter Tocci della minoranza Pd, che chiedono di rivedere integralmente la riforma e che, al contrario, potrebbero mandare sotto governo e maggioranza.
Le premesse ci sono tutte visto che, secondo quanto apprende, vari esponenti della minoranza dem stanno facendo interventi durissimi contro la riforma durante la riunione del gruppo in corso.
In soccorso della maggioranza potrebbe essere aggiunto un componente alla commissione Istruzione del Senato, magari dal gruppo Gal che non è più rappresentato con l’uscita di Di Maggio. In questo modo, almeno sulla carta, si potrebbe aggiungere un voto a favore della maggioranza. ma ogni votazione rimarrebbe comunque un’incognita.

MINORANZA CHIEDE PIÙ ASSUNZIONI E MODIFICHE RIFORMA
L’opposizione Dem chiede ancora una volta di provvedere intanto alle assunzioni dei docenti e poi, con calma, ripensare in toto alla riforma.
Proprio tra i 2.200 emendamenti presentati in commissione Istruzione al Senato al ddl Scuola, molti sono della minoranza Dem. Oltre alla riscrittura dell’articolo 10 sulle assunzioni, spiega Corradino Mineo, la minoranza chiede (con un ordine del giorno) di rivedere la cifra delle assunzioni (finora definita in 100mila precari della scuola) ridefinendola in 138mila (a saldi invariati) e di aggiungere anche gli abilitati Tfa.

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