Riforma, maggioranza in difficoltà. Ma di porre la fiducia non se ne parla. Minoranza chiede subito assunzioni

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di Anselmo Penna,  Orizzonte Scuola  15.6.2015.  

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Solo dietrologia quella di chi sostiene che tra le ipotesi al vaglio del Governo ci sia la possibilità di porre la fiducia sulla riforma della scuola.

Dal Governo nessuna conferma, forse qualche Senatore che fa ipotesi o qualche dietrologo che ha consultato una palla di vetro, senza prima analizzare gli equilibri politici.

Anzi, le nostri fonti governative ci dicono che porre la fiducia potrebbe essere pericoloso, almeno per il momento. Oggi c’è stata conferma che da Forza Italia non ci saranno sconti e che all’interno del PD ci sono discrepanze che di giorno in giorno si fanno sempre più insanabili. Bastava leggere l’intervista che ieri ha rilasciato l’On Fassina alla nostra testata, per comprendere che i tempi dei compromessi sono finiti: “modifiche ad assunzioni e cancellazione poteri dirigenti o faccio altro soggetto politico“, ci ha detto Fassina.

La sconfitta alle comunali oggi ha dato vigore alla minoranza DEM. Che la politica mutuata dalla destra stia danneggiando il PD  non ci sono dubbi, solo Renzi e i suoi fedelissimi che continuano a Twittare che va tutto bene non l’hanno ancora compreso.

Oggi, però, nessun “cinguettio” con toni calcistici come per le Regionali, quando il PD prendeva 5 regioni su 7, ma perdeva un mare di voti. I dati delle comunali sono sonori, il PD perde a discapito di Forza Italia e del Movimento 5 stelle e molti docenti si vantano di essere tra i motivi.

Ma di nemici Renzi ne ha anche tra i suoi alleati, in quell’NCD che ad un tratto ha mostrato interesse per la riforma della scuola, mentre Azzolini domani in V riprenderà i lavori per l’approvazione degli emendamenti dal quarto articolo in poi. Vedremo con quale lena e cosa accadrà quando l’organo di Garanzia dovrà votare per il suo arresto.

Così, la minoranza DEM chiede a Renzi di ricostruire la sinistra e prendere atto delle sconfitte incassate in Liguria come a Venezia e Arezzo.

Perché forte del suo peso in commissione e in Aula la sinistra democratica è determinata a far passare modifiche sostanziose senza sottostare ai “ricatti” del premier. “Per far passare una riforma mediocre, Renzi sta usando il ricatto delle assunzioni, ma non lo consentiremo”. E’ questa la denuncia dei senatori della minoranza Pd, oltre una decina, e pronti a difendere in commissione e in Aula la richiesta ribadita in mattinata da Walter Tocci e Corradino Mineo in un’assemblea del gruppo: subito un decreto per l’assunzione dei centomila precari, stralciandola dal ddl la buona scuola.

La minoranza non ci sta a far “scaricare sul Parlamento la responsabilità di un’eventuale mancata assunzione dei precari”, perché il rischio del fallimento diventa concreto.

DDL Scuola. Possibile slittamento incarichi da parte dei Dirigenti a 2016/17, accantonate immissioni ATA, concorso con quote di riserva. Entro mercoledì nuova riunione PD

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