Riforma pensioni: 41 anni di contributi per i lavoratori precoci

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di Lucrezia Di Dio,  Orizzonte Scuola, 20.4.2015

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Cesare Damiano, Presidente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, intende tranquillizzare tutti i lavoratori precoci affermando che con la reintroduzione di un sistema di quote non saranno penalizzati nell’accesso ai trattamenti pensionistici.

Secondo Damiano la libertà di accesso al trattamento pensionistico deve rimanere una scelta del lavoratore e proprio per questo motivo si sta tentando di rivedere le soglie contributive richieste per l’accesso alla pensione per tutti coloro che vengono considerati lavorarti precoci.

I lavoratori precoci, tutti coloro che avendo iniziato la vita lavorativa molto presto raggiungono l’età contributi senza però poter vantare quella anagrafica richiesta per accedere alla pensione, con la riforma Fornero questi lavoratori sono stati pesantemente penalizzati poiché la legge non ha tenuto debitamente conto della loro situazione.

Al momento l’età contributiva richiesta per accedere alla pensione indipendentemente dall’età anagrafica, è di 42 anni e 6 mesi per gli uomini e di 41 anno e 6 mesi per le donne. La proposta di Damiano è di abbassare tale requisito a 41 anni di contributi tenendo anche conto che prima della riforma Fornero esso era fissato a 40 anni di contributi ma si doveva aspettare almeno 12 mesi per poter accedere all’assegno pensionistico.

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