Riforma Pensioni, Baretta: lavoriamo su uscite a 62 anni e 35 di contributi

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PensioniOggi,  27.5.2015.  

Anche il sottosegretario all’Economia ricorda che l’ipotesi di un ricalcolo con il contributivo non è in grado di tradurre quella flessibilità che ha in mente l’esecutivo. 

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«Il passaggio al solo metodo contributivo per il pagamento delle pensioni, anche di quelle in essere, non potrà garantire da solo quella flessibilità che il Governo intende concedere a partire dal prossimo anno». Lo scrive in una nota il sottosegretario all’Economia ed alle Finanze PierPaolo Baretta. “Il Ministro del Lavoro e quello dell’Economia hanno confermato ieri quello che noi sapevamo da tempo: «il ricalcolo delle pensioni con il sistema contributivo in cambio di un anticipo dell’età pensionabile è sostenibile solo per gli assegni piu’ elevati. Se applicassimo tale principio su tutte le prestazioni, anche quelle piu’ basse, arriveremmo all’illogica conclusione di erogare pensioni a malapena superiori alla pensione sociale. Un risultato iniquo ed ingiusto perchè daremmo lo stesso importo economico corrisposto a chi non ha mai versato contributi previdenziali, cioè che non ha mai lavorato».

Il sottosegretario difende piuttosto l’impianto della proposta sulle pensioni flessibili di cui è lui stesso co-firmatario assieme all’onorevole Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, e ad una buona parte di deputati Pd. «L’opzione al contributivo non prevede quella gradualità che cerchiamo di riconoscere nella nostra proposta, un progetto che ha anche l’indubbio vantaggio di essere piu’ chiaro per tutti: se esci a 62 anni prendi una riduzione dell’8% sull’assegno previdenziale; se esci a 63 anni la penalità sarà minore e man mano si ridurrà  sino ad azzerarsi completamente all’età di 66 anni. Quando si parla di flessibilità al prezzo di una penalità è questa l’ipotesi da cui si deve partire».

Immediato l’appoggio arrivato da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, che replica indirettamente anche a Tito Boeri, presidente dell’Inps, che in passato ha sottolineato l’esigenza di un passaggio al metodo contributivo tout-court. «Ha ragione Poletti: il ricalcolo delle pensioni con il contributivo, come qualcuno vorrebbe proporre, non è sensato», spiega Damiano, dicendo di apprezzare «la ricerca di trasparenza che sta conducendo l’Inps» con l’operazione Porte Aperte, ma «vorremmo che l’istituto dedicasse un po’ di tempo per risolvere il problema dell'”opzione donna“, delle ricongiunzioni onerose e quello del mistero del numero degli esodati non ancora salvaguardati».

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