Riforma Pensioni. La Camera approva i primi emendamenti

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di Valerio Damiani,  PensioniOggi,  22.11.2016

–  Anche gli insegnanti della scuola dell’infanzia e gli educatori degli asili nido potranno accedere all’Ape sociale o alla Quota 41 se hanno lavorato almeno 12 mesi prima del 19° anno di età.

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La Commissione Bilancio della Camera ha approvato ieri le prime modifiche alla pacchetto di misure previdenziali contenute all’interno del disegno di legge di Bilancio. Passano in particolare un paio di emendamenti presentati dal PD che impegnano il Governo a trasmettere alle Camere entro il 10 settembre 2018 una relazione nella quale dia conto dei risultati delle sperimentazioni relative all’APE Sociale, all’Ape Volontario e alla Rita e formuli proposte in ordine alla loro eventuale prosecuzione oltre la data del 31 dicembre 2018. Approvato anche un emendamento proposto dall’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che include gli insegnanti della scuola dell’infanzia e gli educatori degli asili nido tra le categorie dei lavoratori che potranno, al ricorrere dei relativi requisiti, accedere all’APE sociale in presenza di 36 anni di contributi e 63 anni di età oppure alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica, se hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età.

Per quanto riguarda i lavori usuranti la Bilancio ha dato il disco verde ad una modifica sui termini entro cui trasmettere le domande volte all’accertamento di aver svolto lavoro usurante richiesti dal Dlgs 67/2011. Le domande, dovranno essere trasmesse entro il 1° marzo dell’anno di maturazione dei requisiti agevolati qualora tali requisiti siano maturati nel corso dell’anno 2017; entro il 1° maggio dell’anno precedente a quello di maturazione dei requisiti agevolati qualora tali requisiti siano maturati a decorrere dal 1° gennaio 2018.

Approvato anche un emendamento che stanzia ulteriori 150 milioni di euro per il Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, a decorrere dall’anno 2017 con una corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa per il finanziamento dell’ASdi. Nelle more dell’attuazione della delega sul contrasto alla povertà il Governo dovrà adottare, nei limiti delle risorse disponibili nel Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, nuovi criteri di accesso al sostegno per l’inclusione attiva (SIA) “anche al fine di ampliare la platea nel rispetto delle priorità previste dalla legislazione vigente”. L’ampliamento delle platee dei beneficiari del SIA saranno definiti mediante decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio. Con il medesimo decreto saranno stabilite le modalità di prosecuzione della sperimentazione dell’assegno di disoccupazione (ASDI), anche mediante eventuale utilizzo di quota parte delle risorse disponibili nel predetto Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. L’assegno di disoccupazione, infatti, in assenza di una norma di legge che ne disponga il rinnovo scadrebbe il 31 dicembre 2016. 

Molte delle proposte emendative già anticipate nei giorni scorsi su pensionioggi.it sono state accantonate in attesa di ulteriore confronto con il Governo. Che si concluderà nelle prossime ore. In particolare il Vice Ministro Enrico Morando si è detto favorevole ad un’estensione della cosiddetta «opzione donna», correggendo le soluzioni previste dalla normativa vigente, nonché l’introduzione di alcuni correttivi per tutelare soggetti finora esclusi dalle salvaguardie in materia pensionistica. Sulla salvaguardia pensionistica spicca, in particolare, a richiesta di spostamento, dal 31 dicembre del 2012 al 31 dicembre del 2014, della data relativa alla possibilità di accesso alla mobilità per i lavoratori della ottava salvaguardia; l’allungamento al 6 gennaio 2019 del termine ultimo per maturare la decorrenza della pensione per (tutti) gli altri profili di tutela dell’ottava salvaguardia. Da esaminare anche la diminuzione da 36 a 35 degli anni di contributi necessari per accedere all’Ape sociale per i lavoratori che svolgono lavori gravosi, la precisazione che possa essere utilizzata anche la contribuzione figurativa (es. Naspi e mobilità) per il raggiungimento del predetto requisito contributivo e l’ampliamento ulteriore della categoria dei lavori gravosi ad altri mestieri; le modifiche in materia di cumulo dei periodi assicurativi (con l’estensione alle casse professionali) e, per l’appunto, i miglioramenti all’opzione donna.

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