Riforma pensioni, Ok alle pensioni flessibili dai 63 anni. Ecco cosa cambia

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di Vittorio Spinelli,  PensioniOggi,  15.10.2016

– Palazzo Chigi approva ufficialmente l’APE, il prestito pensionistico che potrà essere fruito dai lavoratori con almeno 63 anni di età a partire dal 1° maggio 2017.

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Via libera alle modifiche alla Legge Fornero. Palazzo Chigi ha approvato oggi pomeriggio la legge di Stabilita’ 2017 con all’interno un pacchetto di misure sulla previdenza che vale 7 miliardi nel prossimo triennio (1,9 nel 2017, 2,5 nel 2018 e 2,6 nel 2019) contro i 6 miliardi annunciati alla vigilia. Nel comunicato diffuso in serata da Palazzo Chigi c’è la conferma esplicita di almeno tre misure: 1) misure a sostegno delle pensioni basse; 2) anticipo pensionistico per i lavoratori che hanno compiuto 63 anni di età; 3) cumulo gratuito dei periodi assicurativi per i lavoratori con carriere discontinue.

Resta da comprendere se ci saranno i correttivi al decreto legislativo 67/2011 per agevolare le uscite dei lavoratori impiegati in mansioni usuranti; l’uscita a 41 anni di contributi per alcune categorie di lavoratori precoci; di una nuova salvaguardia pensionistica, punti in gran parte concordati con i sindacati nel vertice dello scorso 28 Settembre ma che comunque dovrebbero trovare spazio nella manovra. Per verificare la presenza nero su bianco di queste misure occorrerà attendere, quindi, la diffusione dello schema del provvedimento che sarà consegnato al Parlamento verso la fine del mese di Ottobre. 

Misure per i pensionati
Per chi è già in pensione, completando il percorso avviato con la scorsa Legge di Stabilita’ partendo dai pensionati con più di 74 anni, si prevede l’aumento della detrazione d’imposta (riconosciuta fino a 55.000 euro) per tutti i pensionati al fine di uniformare la loro no tax area a quella dei lavoratori dipendenti (8.125 euro). Oltre a questo intervento verrà ampliata della platea dei beneficiari della quattordicesima mensilità; sarà data a 1,2 milioni di pensionati con redditi fino a 2 volte il trattamento minimo Inps (circa 1.000 euro mensili). Per quanti già beneficiano (2,1 milioni) della quattordicesima(cioè per chi ha pensioni entro i 750 euro) ci sarà un aumento dell’importo del 30%. Chi ha un reddito tra 750 e mille euro al mese, godrà di una somma tra 330 e 500 euro l’anno, sempre corrisposta con la mensilità di luglio.

Nuova forma di sostegno all’uscita flessibile dal mercato del lavoro 
Le lavoratrici e i lavoratori con età anagrafica pari o superiore ai 63 anni, con 20 anni di contributi e che maturano entro 3 anni e 7 mesi il diritto a una pensione di vecchiaia d’importo (certificato dall’INPS) non inferiore a un certo limite potranno accedere su base volontaria all’Anticipo Pensionistico (APE). L’APE rappresenta un “flusso finanziario ponte” anticipato dal sistema bancario per il tramite dell’Inps di ammontare commisurato alla pensione di vecchiaia attesa al raggiungimento dei requisiti anagrafici e certificata dall’INPS al momento della domanda. Il flusso sarà erogato fino alla maturazione degli ordinari requisiti pensionistici di età per la pensione di vecchiaia e dovrà essere poi restituito tramite un prelievo ventennale sulla pensione. Secondo il Governo il costo dell’anticipo sarà contenuto entro il 4,6 ed il 4,7% dell’assegno per ogni anno di anticipo grazie ad un finanziamento parziale dell’onere da parte dello Stato. La misura sarà sperimentata per due anni, dal 2017 al 2018, e partirà dal 1° maggio 2017. Vi potranno accedere, quindi, le coorti dei lavoratori nati tra il 1951 ed il 1954. Allo strumento potrà contribuire anche l’impresa riducendo i costi di finanziamento dell’anticipo a carico del lavoratore e agevolando così il pensionamento dei dipendenti che intendano aderire alla misura.

APE Sociale
Secondo quanto dichiarato ieri in occasione dell’ultimo vertice Governo-Sindacati per i disoccupati senza ammortizzatori sociali, gli invalidi, chi assiste parenti disabili entro il primo grado in linea retta e chi svolge lavori usuranti o gravosi il cui importo della pensione, attesa al raggiungimento dei requisiti ordinari, non risulti superiore a 1.500 euro lordi al mese (il Governo ha innalzato la soglia dai 1.350 euro iniziali) il costo dell’anticipo sarà interamente a carico dello Stato (Ape Agevolato). Senza, quindi, alcuna penalità sulla pensione finale a differenza di quanto prevede l’ape volontario appena descritto. Resterà ferma, comunque, la possibilità per l’interessato di chiedere, ove possibile, un’anticipo maggiore rispetto a tale cifra ma in tal caso l’eccedenza non sarà assistita dall’intervento statale e, quindi, dovrà essere restituita dal lavoratore con un prelievo sulla pensione finale. Per l’accesso a questa misura è previsto però un requisito contributivo minimo pari a 30 anni (36 anni per chi svolge lavori gravosi), una restrizione che non piace al fronte sindacale in quanto restringerebbe la platea dei potenziali beneficiari.

Lavoro Gravoso
Viene codificato per la prima volta il concetto di lavoro gravoso. In questa categoria dovrebbero rientrare gli infermieri di sala operatoria, lavoratori edili, maestre d’infanzia, macchinisti e autisti di mezzi pesanti (le categorie saranno meglio dettagliate nei prossimi giorni). Chi svolge questi mestieri potrà godere in particolare di due agevolazioni: 1) uscire all’età 41 anni di contributi se ha svolto 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età (ovviamente se la misura sulla cd. quota 41 di cui si dirà a breve sarà contenuta nella legge di stabilita’); 2) godere dell’APE agevolato dai 63 anni a condizione di possedere almeno 36 anni di contributi.

Carriere Discontinue
La manovra consente finalmente la possibilità di cumulare senza oneri tutti i contributi previdenziali non coincidenti maturati in gestioni pensionistiche pubbliche obbligatorie (restano quindi esclusi i periodi nelle casse libero professionali) diverse, ivi inclusi i periodi di riscatto della laurea, ai fini sia delle pensioni di vecchiaia sia di quelle anticipate. Si tratterà di una possibilità in più che renderà di fatto superflua la totalizzazione nazionale, strumento attualmente penalizzante sul fronte del calcolo dell’assegno pensionistico, per coloro che decidono di mettere assieme la contribuzione mista. Laricongiunzione dei contributi resterà onerosa, nella forma attualmente vigente.

Come anticipato all’inizio occorre ancora una conferma per altre tre misure, di seguito elencate.

Lavoro Precoce
Per i lavoratori che hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età e si trovano in condizioni di bisogno la manovra dovrebbe introdurre la possibilità di uscire a 41 anni di contributi. A prescindere dall’età anagrafica. I lavoratori che potranno godere di questo anticipo sono, in particolare, i disoccupati senza ammortizzatori sociali, persone in condizioni di salute che determinano una disabilità e lavoratori occupati in alcune attività particolarmente gravose. La misura dovrebbe essere estesa anche a chi ha svolto lavori di cura familiare. Si eliminano, inoltre, le penalizzazioni sul trattamento pensionistico in caso di accesso al pensionamento anticipato prima dei 62 anni d’età, penalizzazioni che, secondo la normativa vigente, sarebbero scattate nuovamente dal 1° gennaio 2018.

Lavoro usurante
Il provvedimento dovrebbe correggere in più punti il decreto legislativo 67/2011 che, come noto, contiene la disciplina speciale per il pensionamento dei lavoratori addetti ai lavori usuranti e notturni. In particolare questi soggetti godrebbero di un anticipo della pensione di 12 mesi o 18 mesi grazie all’abolizione della finestra mobile. Ci dovrebbe essere, inoltre, lo stop agli incrementi alla speranza di vita per il futuro e un ampliamento significativo del lasso temporale minimo di svolgimento del lavoro usurante ai fini del godimento dei benefici previsti dal Dlgs 67/2011.

Salvaguardia
Nella manovra dovrebbe trovare spazio anche una ottava salvaguardia, secondo quanto indicato dallo stesso ministro del Lavoro Giuliano Poletti domenica scorsa.

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