Riforma. Possibili ritocchi: quota assunzioni per precari con 36 mesi di servizio, rinvio scelta docenti da parte dei Dirigenti stop classi pollaio

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Orizzonte Scuola  10.6.2015. 

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Potrebbero essere queste le novità più significative da introdurre nel testo del DDL al vaglio del Senato.

Come anticipato da OrizzonteScuola, potrebbe slittare di un anno il meccanismo di “chiamata” dei docenti da parte dei Dirigenti. Questo per assicurare un più ordinato avvio dell’a.s. 2015/16. Ne avevamo parlato in Albi territoriali dal 2016/17, Repubblica conferma: assunzioni dai provveditorati

Ma la partita più importante si gioca sul fronte assunzioni. Allo studio anche una quota di riserva, fino al 40% per i precari che hanno raggiunto i 36 mesi di servizio.

A cambiare potrebbe essere anche il comitato di valutazione. Fortemente contestata infatti la presenza di genitori e studenti. Una nuova formulazione vedrebbe il comitato presieduto dal Dirigente, composto di 4 docenti scelti dal Consiglio di istituto, allargato a genitori e studenti soltanto se chiamato a esprimere criteri generali.

Per le classi potrebbe essere introdotto un numero massimo di alunni 25. Il costo: e 456 milioni di euro.

“Con il ddl sulla Scuola incrementiamo in modo molto significativo la stabilità occupazionale dei docenti e rilanciamo l’autonomia delle istituzioni scolastiche, da anni ingessate e ferme al palo. È la rigidità di un sistema scolastico senza risorse aggiuntive a generare squilibri e a determinare impotenza rispetto alla complessità dei bisogni formativi”.

Lo scrive in una nota la senatrice del Pd Laura Fasiolo. “Finalmente, attraverso l’organico funzionale, la scuola potrà dotarsi di risorse aggiuntive per rispondere ai bisogni diversificati degli studenti, per introdurre nuove discipline, per realizzare interventi di didattica orientante, corsi di recupero e potenziamento il pomeriggio, eliminando la prassi costosa delle lezioni private”.

“Ma la verità – spiega – è che senza la valutazione dei docenti e del dirigente in primis, secondo criteri oggettivi e validati, non può essere definito un programma di miglioramento della scuola, del rendimento scolastico e quindi un programma di qualità. Le modalità di valutazione sono varie nei Paesi europei ed extraeuropei, si passa dal solo dirigente al dirigente con l’ispettore tecnico, ai docenti, ad un team qualificato, coordinato dal docente esperto. Non mancano situazioni simili alla nostra proposta, ancora in fase elaborativa, modificabile e migliorabile. Purché nulla vada a rallentare il processo di cambiamento”.

“Per questo – conclude la senatrice del Pd – mi riconosco pienamente nel richiamo di Matteo Renzi alla fiducia, alla speranza, alla curiosità, anime di qualsiasi cambiamento che guardi al futuro”.

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