Riforma scuola, il silenzio (del presidente Mattarella) genera mostri

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Il presidente del consiglio Matteo Renzi (s) con Sergio Mattarella (d) durante la cerimonia del bicentenario dell'arma dei Carbinieri a piazza di Siena, Roma, 5 giugno 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

Una legge in 25 mila parole, ha scritto Michele Ainis sul Corriere della Sera, denunciando il mostro legislativo in 209 commi e nove deleghe al governo, che in una concentrazione abnorme di poteri fa tutto lui: propone, emenda e approva. Ricordate come si stracciavano le vesti i mandarini di Re Giorgio, di fronte ai maxieccessi di Prodi, Berlusconi, Monti, Letta? Eppure, forse mai un governo aveva agito con tale prepotenza, umiliando il Parlamento ridotto a bottonificio e su una riforma che suscita timori in milioni di insegnanti, alunni, famiglie. La speranza è che Mattarella si prepari a un gesto forte che la Costituzione gli consente, quando riceverà sul tavolo questo maxisgorbio dopo il previsto sì di Montecitorio.

Non lo firmi Presidente, lo rimandi indietro. Il silenzio genera mostri.

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