Riforma scuola, via libera in Commissione: il 7 si va alla Camera

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di Valentina Santarpia,  Il Corriere della Sera  2.7.2015.  

Gli emendamenti dell’opposizione sono stati tutti respinti: l’esito più probabile
sembra essere la fiducia al governo quando il ddl approderà a Montecitorio

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Esame sprint della commissione Cultura della Camera che ha dato il via libera al ddl di riforma della Scuola. La commissione ha bocciato tutti gli oltre 140 emendamenti dichiarati ammissibili e presentati dalle opposizioni al testo licenziato dal Senato, che quindi è passato senza modifiche. Ora il ddl, come previsto dal calendario stilato dalla conferenza dei capigruppo, approderà in Aula il prossimo 7 luglio. E anche in occasione del passaggio in Aula, viene spiegato, maggioranza e governo mirano a chiudere in tempi brevi. «La maggioranza giudica questo ddl positivo, soprattutto perché il Parlamento ha lavorato bene apportando significative modifiche che hanno tenuto conto anche di istanze poste con forza nelle consultazioni che abbiamo fatto», sottolinea Maria Coscia, deputata del Pd e relatrice del ddl scuola, al termine dei lavori della commissione Cultura. Ma le opposizioni annunciano battaglia: «Provvedimento blindato, alla faccia delle promesse di Renzi al mondo della scuola», dice Sel. E il Movimento Cinque Stelle incalza: «Bocciato tutto in tempo record, sarà battaglia in aula». E i sindacati chiedono di aprire subito la trattativa per il contratto: «O sarà battaglia», avvertono. «Se occorresse, sono pronti anche «con azioni eclatanti, quali ad esempio l’occupazione simbolica di Palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione pubblica».

La protesta

Anche gli insegnanti sono sul piede di guerra: quelli napoletani hanno consegnato proprio oggi, giovedì, 20 mila richieste di un referendum abrogativo della legge al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E anche il presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione ha depositato presso gli uffici della Camera dei Deputati una petizione ex art. 50 della Costituzione contro il ddl Buona Scuola: a firmarla diversi intellettuali, da Francesco Guccini a Benedetto Vertecchi a Gianni Vattimo . Nella petizione si chiede l’attuazione immediata della sentenza della Corte di Giustizia del 26 novembre 2014 a favore dei docenti precari e «in base all’ art. 72 comma 4 della Costituzione, che venga seguita l’ordinaria procedura per l’esame e la discussione della legge sulla buona scuola, nonché la regolarizzazione di tutti i precari senza ghigliottine e voti di fiducia».

La difesa del governo

Intanto il sottosegretario Davide Faraone continua a rivendicare la bontà della riforma, che attira le critiche di buona parte del mondo della scuola, pronto a scendere in piazza il 7 per «celebrare le esequie della scuola pubblica». «#labuonascuola è alla Camera per il passaggio finale prima di diventare legge. In questi mesi abbiamo raccontato l’idea centrale di questo cambiamento rivoluzionario con le parole chiave autonomia, valutazione, merito, responsabilità, trasparenza. Ma sono gli investimenti sulla scuola, falcidiata negli scorsi anni dai tagli dei governi precedenti, a dare il senso del reale cambiamento. Come cambierà effettivamente la scuola degli studenti, dei docenti, dei dirigenti scolastici o dei genitori?», scrive su Facebook e Faraone, nel primo di una serie di post, dal titolo «La scuola che cambia», che verranno pubblicati nel corso dei prossimi giorni per spiegare i dettagli del ddl «La Buona Scuola». «#labuonascuola dal prossimo anno – continua – significherà soprattutto più risorse. A partire dai 48.812 insegnanti in più, cioè circa 8 docenti per ognuno degli 8.500 istituti scolastici del nostro Paese. Serviranno a costruire un’offerta formativa più ampia e flessibile, potranno garantire una maggiore apertura e un maggiore coinvolgimento dei ragazzi e dei territori». «Nella scuola primaria – scrive Faraone – con #labuonascuola ci saranno 18.133 docenti in più, cioè 400 mila ore ogni settimana per aumentare il tempo pieno, per lavorare con piccoli gruppi di alunni e facilitare il loro percorso scolastico. A queste si aggiungono le ore di inglese e musica con docenti specialistici. In particolare, 63 mila ore alla settimana per l’educazione fisica e sportiva, oltre al proseguimento del progetto di educazione motoria, finanziato dal Miur con la legge 440 e effettuato in collaborazione con il Coni». I post di Faraone sono solo il primo passo di una mobilitazione a cui il governo sta pensando per spiegare la riforma. Obiettivo: evitare la resistenza in aula a settembre.

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