Sabatini: scuole piene di tecnologia mal funzionante, nessuna misura per migliorare lingua Italiana

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di Vincenzo Brancatisano, Orizzonte Scuola, 31.12.2017

– “Sono almeno vent’anni anni che non si prendono decisioni e provvedimenti per migliorare l’insegnamento dell’italiano”.

È stato decisamente caustico il professor Francesco Sabatini, membro onorario dell’Accademia della Crusca, di cui è stato Presidente dal 2000 al 2008 e professore emerito dell’Università degli Studi Roma Tre, intervenuto poco fa nella trasmissione televisiva “Uno mattina in famiglia”, su Raiuno.

E “non è una questione nazionalistica, per carità – ha precisato – Si pensa a tutto, ad aumentare le tecnologie che poi decadono. Dopo un anno, due o tre non funziona la presa, non funziona la spina e queste apparecchiature stanno lì, spesso inutilizzate”.e ancora: “Si amplia la sfera dell’inglese, che è una cosa molto importante, lo sappiamo, si introducono che le innovazioni come il coding, fin dalla scuola primaria, attenzione! Mentre dall’America e da altri paesi arrivano richiami forti a frenare la presenza didattica dell’informatica, richiami che vengono proprio dai centri di ricerca che producono questi meccanismi e che oggi richiamano fortemente l’attenzione del legislatore. Vengono chiamati pentiti digitali. Questi sono i rischi gravi e allora: l’Italiano è la lingua madre degli italiani in Italia, non è un concetto astratto, perché l’acquisizione del linguaggio deriva dall’immersione profonda in tutti gli usi e le emozioni del linguaggio”.

Il professor Sabatini ha pronunciato questo parere in coda ad alcune richieste di delucidazione in merito all’uso massivo di nuovi modi di parlare che secondo lo studioso mettono in luce incertezza e pressappochismo in chi parla, come nel caso delle espressioni come “Quelli che sono…” “quello che è…”. Perché non dire “Ti parlo del mio problema”, e si dice sempre più spesso “Ti parlo di quello che è il mio problema”? E che dire dell’espressione “Andiamo ad aggiungere un po’ di sale”, quando basterebbe aggiungere un po’ di sale visto che lo stiamo aggiungendo?

Non poteva mancare un giudizio sul tormentone che ha travolto la ministra del Miur, Valeria Fedeli, scivolata sull’espressione un “più migliori” poi diventato virale, con le polemiche e le contestazioni che ne sono seguite.
Nonostante la difesa della ministra, apportata da Stefano Bartezzaghi, anch’essa divenuta virale nei giorni successivi, Sabatini non ha dubbi. La ministra o chi per lei ha scritto il suo discorso ha sbagliato. Nel primo caso, può capitare a tutti di sbagliare. Nella seconda ipotesi sarebbe più grave, poiché ci sarebbe stato tutto il tempo per correggere il testo e riportarlo alI’Italiano corretto. Già, l’Italiano. “Mi sono preoccupato di ascoltare più volte la recitazione della lettura del testo della ministra Fedeli – ha chiarito Sabatini – eh no, mi dispiace per Bartezzaghi, che giustifica così alla buona l’errore, e per la ministra, per essere incorsa in questo incidente. Sul caso singolo non possiamo dar ragione a chi sostiene che l’errore non c’è, poiché l’errore c’è. Non è una questione solo di un errore, che può capitare a chiunque e magari si ritrova anche in qualche testo del ‘500 o del ‘600. No, qui bisogna riflettere per quanto riguarda l’Italiano a scuola, dove ci sono problemi molto più vasti”.

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