Salvate il liceo classico: se scomparisse (e non ci siamo lontani) ci faremmo solo del male

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Sergio Govi e Serena Rosticci,  Tuttoscuola, 29.11.2016

aiace-ulisse-anfora1 – Liceo classico: meglio salvarlo o lasciarlo morire? Voi siete stati chiarissimi: su questo punto in quasi 300 avete risposto al nostro piccolo sondaggio facendo emergere come per oltre 1 su 2 il classico vada mantenuto, ma ripensato. Questo anche se per 2 su 5 questo indirizzo va bene così com’è, mentre solo l’8% lo abolirebbe definitivamente schierandosi con gli oppositori del liceo classico.  Come loro la pensava (ma forse la pensa ancora così) anche l’ex ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer, che reputava il classico un liceo nozionistico, da svecchiare e alleggerire. Per non parlare di Andrea Ichino che lo accusava, nell’ambito del processo messo in scena nel 2014, di essere figlio “della riforma Gentile, la più fascista delle riforme” che voleva creare una scuola di élite bloccando l’ingresso alle classi svantaggiate. Secondo lui occorreva pensare a un riequilibrio. L’economista, in particolare, proponeva una liceo “alla carte”, che avrebbe dato agli studenti la possibilità di scegliere un po’ alla volta quali corsi frequentare.

Il rilancio del liceo classico – Molti sostenitori ne apprezzano, invece, metodo e organizzazione: “allena capacità di concentrazione e di astrazione, padronanza della lingua. Mentre quel meccanismo di logica e rigore che è la traduzione – sostiene Massimo Cazzulo, grecista e docente al classico Tito Livio di Milano – costituisce un esercizio mentale e cognitivo unico. E questo spiega perché gli studenti che escono dal classico ottengono risultati eccellenti anche in materie molto lontane dalla classicità”.  Secondo Ivano Dionigi poi, presidente di Almalaurea, le critiche al classico nascono esclusivamente dall’esterno: secondo i dati di Almadiploma, chi lo ha scelto nel 74% dei casi lo rifarebbe. “Con un’adeguata e necessaria iniezione di matematica e discipline scientifiche nel classico – continua Dionigi – i segni più della nostra indagine si estenderebbero e affermerebbero in tutti gli indicatori”. E continueremmo ad avere la miglior scuola d’Europa e d’Oltreoceano.

Attualizziamo il liceo classico – “Il liceo classico rappresenta un patrimonio culturale e pedagogico che il mondo ci invidia – afferma a Tuttoscuola la preside del liceo Virgilio di Roma, Irene Baldriga– Le grandi università angloamericane valorizzano i ragazzi che si sono formati nel liceo classico italiano, ne apprezzano la profondità, la capacità di interpretare i linguaggi, la particolare inclinazione a leggere e penetrare le strutture della complessità. E’ giusto preservare questa tradizione, anche se ritengo necessario operare qualche adattamento: attualizzare il liceo classico significa tutelarne l’identità senza timore di aprirsi maggiormente al mondo, alle grandi questioni del presente. L’impegno della traduzione costituisce uno sforzo esportabile e niente affatto blindato: esso offre un approccio alla dimensione del tempo e della comunicazione che può convergere nelle digital humanities, nel coding, in una ben più estesa riflessione sui linguaggi, a tutti livelli“. “La scuola dell’autonomia oggi consente di declinare l’offerta del liceo classico – continua ancora la preside – accompagnando i giovani con metodologie laboratoriali e strumenti didattici accattivanti, proponendo strategie di confronto tra discipline, incontri con il territorio e rendendo più concreto e significativo l’apprendimento, andando incontro cioè alle aspettative e ai bisogni di studenti che chiedono una partecipazione costante“.

Salvate il liceo classico, ecco come Per un rilancio credibile del liceo classico bisogna agire su due fronti complementari: quello della domanda e quello dell’offerta. E’ tempo di pensare alle iscrizioni, occorre far sapere ai ragazzi di terza media e ai loro genitori che vale la pena accettare la sfida di una scelta che richiede molto impegno ma che lo restituisce sotto forma di successo personale. I risultati di Almalaurea ne sono la prova. E poi non semplificare e sostituire, ma potenziare e aggiungere, come suggerisce pure Dionigi. L’offerta del liceo classico deve mantenere i fondamentali, aprirsi alla matematica e alle discipline scientifiche, ampliando il tempo del servizio.

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