SCIOPERO DEGLI SCRUTINI GIUGNO 2015. PERCHE’ DOBBIAMO FARLO E COME SI FA.

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dalla Gilda degli insegnanti di Venezia,  7.6.2015.  

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Dopo il più grande sciopero della scuola degli ultimi vent’anni e mentre continuavano le mobilitazioni dei docenti in tutta Italia, la Camera dei Deputati, con una maggioranza formata dei partiti che sostengono il governo, ha approvato con qualche modifica marginale la proposta di riforma della scuola di Renzi. Ora il testo passa al Senato della Repubblica, dove i numeri dei senatori controllati dalle forze di governo sono molto meno sicuri, per eventuali ulteriori modifiche. Se interverranno modifiche in Senato al testo approvato dalla Camera il DDL dovrà ritornare nuovamente alla Camera per le lettura definitiva. I tempi sono molto stretti. Si stima che, per consentire tecnicamente l’avvio dell’anno scolastico 2015-15 con i nuovo organici dell’autonomia, l’approvazione deve essere fatta al massimo entro la fine di giugno. Si presume pertanto che la discussione e la votazione al Senato sarà calendarizzata verso il 15 giugno.

Le manifestazioni e le proteste contro il DDL scuola di Renzi debbono continuare. Prioritariamente perchè è una legge che di fatto distrugge la scuola pubblica statale e la libertà di insegnamento in capo ai docenti. Ma anche perchè dobbiamo premere in questo momento sulle forze politiche in Senato affinchè il DDL sia profondamente modificato. Soprattutto ora che i risultati elettorali possono essere di stimolo per i partiti di governo ad una revisione delle decisioni prese sinora.

Tutti i sindacati e le associazioni del precariato hanno chiesto che il provvedimento per l’immissione in ruolo dei precari delle GAE, dei vincitori di concorso 2012 e di coloro che si trovano nelle condizioni previste dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea (36 mesi di servizio presso la scuola statale e titolo di abilitazione) sia scorporato a sia emanato un decreto legge urgente per adottare un piano triennale di stabilizzazione del precariato strutturale nella scuola italiana.

Tutti i sindacati hanno chiesto unitariamente che la parte inerente la riforma dell’autonomia, del ruolo degli organi collegiali, della dirigenza sia oggetto di un nuovo disegno di legge che conceda i necessari tempi al Parlamento per l’approfondimento e la definizione di una vera riforma che abbia la possa essere condivisa con le parti sociali, con le associazioni dei docenti, con studenti e genitori.

Lo sciopero degli scrutini, che non si indiceva da quasi trent’anni, rappresenta l’ultima vera occasione per i docenti per far sentire la propria voce prima dell’approvazione del DDL.

Anche se costerà molto ai docenti soprattutto in termini di lavoro aggiuntivo senza che sostanzialmente possano essere toccate le date degli esami di terza media e di maturità (ricordiamo che la legge che ha limitato il diritto al blocco totale degli scrutini è stata approvata con il consenso dei sindacati confederali nel 1990 dopo il blocco degli scrutini vincente del 1989) è necessario dimostrare al governo, al Parlamento e a tutti i cittadini che la scuola pubblica statale non cede ai ricatti del governo.

Ricordiamo infine a tutti che i COBAS hanno indetto uno sciopero PER L’INTERA GIORNATA  l’11 e 12 GIUGNO.

NON FARE LO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI SIGNIFICA ALZARE BANDIERA BIANCA E ACCETTARE UNA RIFORMA CHE CAMBIERA’, SE PASSA, LA SCUOLA STATALE IN MODO PRESSOCHE’ IRREVERSIBILE PRIVATIZZANDO LE SCUOLE STATALI E AFFIDANDOLE AD UN PRESIDE-PADRONE.

NON FARE LO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI SIGNIFICA PER I DOCENTI ACCETTARE PASSIVAMENTE CHE LA PROFESSIONE DELL’INSEGNANTE ASSUMA CARATTERISTICHE IMPIEGATIZIE DI MERA ESECUZIONE DELLE DECISIONI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO. 

PER QUESTO DOBBIAMO SCIOPERARE COMPATTAMENTE. LA MOBILITAZIONE CONTINUA.

Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia

 

Di seguito riportiamo alcune indicazioni PRETICHE.

 

Indicazioni operative sciopero degli scrutini giugno 2015  Veneto

Anzi tutto bisogna ricordare che per la delibera della Regione Veneto del 25/3/2015 le lezioni terminano il 10 giugno

NON SI PUO’ SCIOPERARE NEGLI SCRUTINI DELLE CLASSI TERZE DELLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO E IN QUELLI DELLE CLASSI QUINTE DELLE SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO.

SI PUO’ SCIOPERARE NEI PRIMI DUE GIORNI DEL CALENDARIO DEGLI SCRUTINI FISSATO NEL PIANO DELLE ATTIVITA’ IN OGNI SCUOLA approvato dal collegio dei docenti all’inizio dell’anno scolastico. Se è stato approvato dal Collegio dei docenti può essere modificato solo con una nuova delibera del collegio dei docenti. LE CLASSI TERMINALI NON SONO CONTEGGIATE NEL CALENDARIO DEGLI SCIOPERI: si può scioperare dopo aver fatto lo scrutinio di una classe terminale.  Quindi se nel primo giorno degli scrutini sono calendarizzate le operazioni relative alle classi terminali, i giorni in cui è possibile scioperare sono il secondo e il terzo.

Negli istituti comprensivi, negli IIS e nei convitti con più ordini di scuola o tipologie di scuola si calcola l’inizio delle attività di scrutinio separatamente per ordine o per tipologia (primaria, media – liceo scientifico e liceo linguistico, istituto per il turismo e istituto per geometri, ecc.)

E’ BENE ORGANIZZARE LA PROTESTA IN MODO CHE PER OGNI SCRUTINIO VI SIA UN SOLO COLLEGA IN SCIOPERO (la trattenuta è ridotta perché si tratta di sciopero breve in orario di attività funzionali). Basta un solo docente per spostare lo scrutinio.

SI PUO’ SCIOPERARE ANCHE PER PIU’ SCRUTINI NELLO STESSO GIORNO, ma bisogna fare attenzione a non superare le quattro ore di sciopero. In questo caso vi è la trattenuta di tutta la giornata.

IMPORTANTE: PER METTERSI IN SCIOPERO BISOGNA DICHIARARLO ALL’INIZIO DELLA SEDUTA OPPURE COMUNICARE L’ADESIONE IL GIORNO STESSO PER ISCRITTO SPECIFICANDO L’ORA E LA CLASSE DI RIFERIMENTO DELLO SCRUTINIO. Chi è essente senza alcuna motivazione può essere sostituito.

LA DURATA DEGLI SCRUTINI NON PUO’ ESSERE COMPRESSA AL PUNTO DI RENDERE LA DISCUSSIONE E L’ANALISI VALUTATIVA SEMPLICEMENTE BUROCRATICA. TUTTI I MEMBRI DEL CONSIGLIO DI CLASSE HANNO DIRITTO AD UNA SERENA VALUTAZIONE ANCHE CHIEDENDO L’ACCESSO AGLI ATTI CHE HANNO PORTATO ALLE PROPOSTA DI VOTO (compiti, registri, ecc.).

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