Scuola, 10 cose da sapere sulla nuova anagrafe dell’edilizia scolastica

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Luca Rinaldi, Wired aprile 14, 2015

Negli ultimi 4 mesi, nove scuole italiane hanno subito crolli. Ma come stanno davvero gli edifici frequentati da 8 milioni di studenti e docenti? Tra qualche giorno arriva la nuova anagrafe dell’edilizia scolastica. Ecco cosa c’è da sapere

Dall’inizio del 2015 sono stati nove i crolli e i cedimenti nelle aule delle scuole italiane. Per un caso nessuna vittima, in particolare nell’episodio dello scorso 13 aprile a Ostuni che ha visto il ferimento di due bambini e una maestra.

Le slide a colpi di investimenti e annunci per l’edilizia scolastica del governo non tengono in piedi travi e intonaci, così torna all’ordine del giorno la sicurezza (già precaria, come mostra il filone di inchiesta che sta seguendo Wired, #Scuolesicure) degli alunni.

L’istituzione di una anagrafe dell’edilizia scolastica e di una anagrafe scolastica, seguita dal sottosegretario renziano Davide Faraone, diventa dunque essenziale per capire quanto e come i circa otto milioni di italiani (tra studenti, insegnanti e operatori della scuola) che tutti i giorni frequentano l’ambiente scolastico siano sicuri.

Un passo che si aspetta da quasi vent’anni e che finalmente il 22 aprile vedrà la luce (i ben informati dicono con ancora qualche buco) con la presentazione al ministero, che sta facendo i conti con le difficoltà di attuazione del piano per l’edilizia scolastica, bandiera di Matteo Renzi, ma che fatica a trovare incisività e continuità

10 COSE DA SAPERE SULL’ANAGRAFE PER L’EDILIZIA SCOLASTICA

– L’Anagrafe Scolastica è stata istituita dalla legge 23 del 1996, e dovrebbe vedere la costituzione di un database che descrive nel dettaglio le condizioni delle scuole italiane: dalla vicinanza di fermate di autobus al numero di piani, fino ai certificati di agibilitàe all’indice di vulnerabilità sismica degli edifici. Ma di questi dati non abbiamo praticamente mai avuto traccia. Non solo per questioni di poca trasparenza, ma anche di inefficienza generale.

– Fino a oggi, escluso il progetto “Scuola in chiaro”, avviato dall’ex ministro dell’Istruzione del governo Monti Francesco Profumo e poi abbandonato, non è esistita una anagrafe dell’edilizia scolastica chiara e trasparente. Cosa significa? In sostanza che le amministrazioni centrali e i cittadini che mandano quotidianamente i figli a scuola non sono in grado di dire quanti e quali edifici siano nella disponibilità delle istituzioni scolastiche pubbliche, se le scuole abbiano o meno i certificati di agibilità in regola, quale sia l’indice di vulnerabilità sismica e comunicare questi dati alle famiglie.

– In tema di trasparenza il Ministero dell’Istruzione ha perso un ricorso al Tar che è stato decisivo per dare una spinta all’avvio (ricordiamo dopo 18 anni di attesa) della costituzione di un database completo e trasparente degli edifici nella disponibilità delle scuole italiane. Il ricorso era stato presentato dall’associazione CittadinanzAttiva, la quale chiedeva trasparenza sui dati al punto di cui sopra anche in virtù delle linee di finanziamento messe a disposizione per l’edilizia scolastica.

– L’8 gennaio scorso si è riunito per la prima, dopo 18 anni dalla sua istituzione, l’Osservatorio sull’Edilizia Scolastica presso il Ministero dell’Istruzione.

– Secondo i dati di CittadinanzAttiva e Legambiente, oltre il 70% degli edifici scolastici ha lesioni strutturali e in un caso su tre non vengono effettuati interventi. Allo stesso modo il 40,7% degli edifici scolastici è stato costruito tra il 1941 e il 1974 e che presenta carenze importanti anche dal punto di vista sismico: poco più del 60% delle scuole italiane è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica del 1974, e non sempre gli interventi di manutenzione sia ordinaria sia straordinaria si sono rivelati all’altezza della situazione.

– Dalla scorsa primavera (2014) il governo Renzi sta varando finanziamenti per gli interventi sull’edilizia scolastica per un totale di 3,9 miliardi di euro spalmati su 6 programmi:#scuolebelle #scuolenuove e #scuolesicure, i fondi Pon dell’Unione Europea, una parte di risorse (250mln) sono conteggiate all’interno del ddl La Buona Scuola e altri 940milioni sono a disposizione tramite i prestiti della Banca Europea degli Investimenti. Dal 2016 sarà possibile destinare il 5X1000 all’edilizia scolastica.

– A Palazzo Chigi per la gestione e il monitoraggio dei fondi dedicati all’edilizia scolastica è stata istituita una appositastruttura di missione coordinata dall’Architetto Laura Galimberti.

– Al momento per quanto riguarda i finanziamenti è in corso una ricognizione sulla moltitudine di piani e programmi che nel corso degli anni si sono persi in mille rivoli. All’interno di questi i più importanti sono la quota percentuale annuale della legge obiettivo, due piani stralcio, le risorse deliberate dalla Camera dei Deputati (111 milioni) e gli interventi finanziati con le delibere del Comitato Interministeriale  per la Programmazione Economica (CIPE).

– Fino a oggi la ricognizione sui fondi fermi oppure caduti in perenzione (come i 31,8 milioni sul fondo unico per l’edilizia scolastica) non è stata fatta. Da qui si cercherà di capire se sarà possibile contare su somme sufficienti per gli interventi più urgenti, cioè quelli per la messa in sicurezza delle strutture.

– Il prossimo 22 aprile sarà presentata al ministero la nuova Anagrafe Scolastica, che per la prima volta fornirà una fotografia completa degli edifici scolastici del Paese. Il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone ha però già messo le mani avanti: «anche se alcune scuole non hanno dato dati ma sono davvero poche – ha proseguito  – potevamo farne un uso interno ma abbiamo deciso di rendere trasparente tutto ciò che interessa i cittadini perché la trasparenza e’ precondizione per un buon governo». Vedremo.

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