Scuola, 100mila assunti a settembre. Stralciato il 5 x mille, ok a detrazioni

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di Mario Ajello,   Il Messaggero, 20.5.2015.

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L’art.17 della riforma della scuola sul 5×1000, che avrebbe consentito di destinare una parte dell’Irpef direttamente agli istituti privati, come avviene per le asociazioni di volontariato, sarà stralciato. È quanto si apprende da fonti dem dopo un confronto dentro il Pd per venire incontro ad alcune richieste della minoranza. A fronte dello stralcio del 5×1000, che sarà affrontato nella legge di stabilità, la minoranza ritirerà un emendamento sulle scuole paritarie.

Via libera invece dell’Aula della Camera alla detrazione delle spese sostenute per la frequenza scolastica nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, per un massimo di 400 euro all’anno per studente. Lo prevede l’articolo 19 del ddl scuola approvato dall’assemblea di Montecitorio.

Fra le altre norme approvate ci sono la card di 500 euro per l’aggiornamento dei prof, bonus (200 milioni l’anno) per valorizzare gli insegnanti, limite di 36 mesi per i contratti di supplenza, assunzioni a tempo indeterminato dei precari a partire dal 1° settembre. Al terzo giorno di votazioni, il ddl di riforma della scuola Giannini-Renzi, con una raffica di sì, è quasi arrivato in zona traguardo alla Camera. Manca una manciata di articoli e sono stati approvati anche gli articoli 10, quello sulle assunzioni, che lunedì era stato accantonato, e 11 sul periodo di prova di un anno per i neoassunti. Il testo, mercoledì, esaurito l’esame dei 27 articoli del provvedimento, sarà licenziato. La partita poi proseguirà al Senato, ed è lì che i sindacati si aspettano quelle «aperture» promesse dall’esecutivo.

«Con piano straordinario oltre 100 mila assunzioni per realizzare autonomia e potenziare offerta, ok art.10 #labuonascuola». Così il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, su Twitter dopo l’approvazione alla Camera. Approvati anche il rafforzamento dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica e lo stanziamento di 40 milioni per il 2015 per il controllo dei controsoffitti.

La maggioranza non ha mollato e ha tirato dritto, con buona pace di chi anche oggi ha protestato davanti a Montecitorio e non solo. Il Governo ha però ceduto sul 5 per mille, capitolo che pur in maniera meno eclatante rispetto alla vexata quaestio del «preside-sceriffo», ha sollevato in queste settimane non poche polemiche e la preoccupazione del Forum del terzo settore per l’estensione della platea dei beneficiari.

«Bene lo stralcio del 5 per mille dal ddl, ma l’impianto presenta ancora criticità», dice Gianni Cuperlo a Montecitorio. «Considero lo stralcio del 5 per mille – spiega Cuperlo – una scelta saggia del Governo. È un successo per chi come noi ha chiesto di difendere il carattere di effettiva uguaglianza della Scuola pubblica. Un risultato apprezzabile. Rimangono tuttavia – ha aggiunto – dei punti critici: innanzi tutto la stabilizzazione dei rpecari abilitati di seconda fascia: rischiamo una discriminazione. Dobbiamo lavorare per evitare di consegnare decine di docenti ad un futuro incerto, oltre a calpestarne la dignità. E poi l’impianto complessivo – ha concluso Cuperlo – ancora non sembra avere superato i nodi critici». Quanto all’atteggiamento della minoranza Pd sul voto finale, Cuperlo ha replicato: «vediamo, decideremo domani».

«Il M5S ottiene un altro risultato a favore delle pari opportunità formative, una vittoria contro le ingiustizie e le discriminazioni tra istituti generate dal progetto di riforma del governo». È quanto si legge in una nota dei deputati M5S in Commissione Cultura. «Dopo la soppressione degli sponsor in classe, è stata infatti stralciata la possibilità per i contribuenti di erogare il 5 per mille direttamente in favore delle singole scuole», spiega Giuseppe Brescia, primo firmatario dell’emendamento abrogativo. «Non va ulteriormente aggravata la distanza tra istituti frequentati da famiglie ricche e istituti disagiati. Il M5S continua la battaglia solitaria in favore dell’istruzione pubblica – chiude Brescia – Lo Stato non può abdicare al ruolo fondamentale di garantire in modo uguale a ogni cittadino il diritto al futuro».

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