Scuola al via e posti vuoti: le criticità dell’anno nuovo

 

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di Ennio Pasinetti,  Il Corriere della Sera  30.8.2016 

– Il Ministero ha dato criteri generali, orientativi, i dirigenti si sono trovati, in tempi affannosi, in un ruolo inusitato di selettori di personale, senza averne la preparazione

E state da… cacciatori di teste nella scuola. Se con stupore avete visto uffici dei dirigenti aperti a cavallo di Ferragosto, è per via della procedura che dovrebbe immettere nuovi insegnanti, preparati e scelti per specifici progetti redatti dai singoli istituti.

È la cosiddetta «chiamata diretta», novità della Buona scuola, che sta assegnando incarichi per ricoprire i posti dell’organico dell’autonomia: in sostanza, i docenti di ruolo non sono più assegnati alle sedi scolastiche sulla base di anzianità e punteggi, ma per le loro competenze ed esperienze. Sono pertanto le singole scuole ad individuare, fra gli insegnanti presenti nel proprio ambito territoriale, quelli che più corrispondono per profilo professionale, al loro progetto formativo. Tappe forzate: i dirigenti hanno pubblicato gli avvisi sui siti delle scuole tra fine luglio e il 18 agosto, a seconda del grado, gli insegnanti hanno inserito il loro curriculum online e il 26 agosto si è chiusa la fase dell’individuazione per competenza dei docenti.

Tutto lodevole, dal punto di vista di principio, no? Finalmente domanda della scuola e offerta dei docenti si incontrano su valutazioni di merito e alla scuola viene assegnato proprio quel profilo necessario per potenziare la propria offerta formativa prevista nel triennio. Merito, competenza, efficienza: questi gli intenti della nuova procedura. Se non fosse che, all’atto pratico, le cose si sono un po’ più complicate: il Ministero ha dato criteri generali, orientativi, i dirigenti si sono trovati, peraltro in tempi affannosi, in un ruolo inusitato di selettori di personale, senza averne la preparazione.

In definitiva il 12 settembre in Lombardia, è facile prevedere che non si saranno concluse le operazioni di assegnazione per le richieste rimaste vacanti, a cui provvederà l’Ust a fine agosto, per non dire delle domande di assegnazione provvisoria e soprattutto delle prove orali del concorso in atto, che si protrarrà fino al 23 settembre per i candidati della primaria. Su questo versante, è già ufficiale che le assunzioni nella scuola dell’infanzia e nella primaria avverranno a partire dal 2017. Con buona pace dell’intento di archiviare la malattia endemica della «supplentite».

Ancora una volta, nel passaggio dalla lettera della legge 107 alla scuola reale, si rivela un postulato persino banale: è sicuramente buona cosa che la scuola sia al centro dell’interesse governativo, che vi si imprimano accelerazioni, ma questo non è terreno che concede scorciatoie. Più assunzioni e meno personale precario sono buone ricette, solo se è chiaro il modello di scuola a cui tendere, altrimenti sono sforzi di efficientismo fine a se stesso.

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