Scuola, avvio difficile: mancheranno più di 1.700 presidi, organici docenti in sofferenza

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Molti i problemi da risolvere per l’inizio delle lezioni. Le assunzioni previste dalla riforma arriveranno in quattro fasi e le classi riapriranno con 2.000 insegnanti in meno rispetto allo scorso anno. Ma soprattutto, a meno di interventi in extremis del ministero, ci sarà carenza di dirigenti scolastici. E c’è da sciogliere il nodo dei loro vicari, non più esonerati dalle lezioni

di Salvo Intravaia  la Repubblica,  16.7.2015.  

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Presidi e insegnanti in fibrillazione per l’avvio della Buona scuola di Renzi. Il prossimo anno scolastico, senza interventi in extremis da parte del ministero dell’Istruzione, sarà tutto in salita. Con gli uffici scolastici regionali e provinciali che in questi giorni, nonostante l’organico potenziato da 54mila cattedre e l’assunzione di 100mila precari – turn-over compreso – non riescono a risolvere il rompicapo dell’organico con cui fare partire l’anno scolastico. E con il serio rischio di ritrovarsi con classi sempre più affollate e meno vigilanza nei corridoi da parte del personale ausiliario. Sembra un film già visto: il “solito” inizio di anno scolastico nel caos dopo i tagli dei governi precedenti. Ma questa volta i tagli non ci sono stati, almeno in apparenza, anzi l’esecutivo ha messo sul tappeto un mega piano di assunzioni da 100mila contratti. Che però andrà a rilento – in quattro fasi addirittura – e non si coordina con le norme della Legge di stabilità che continua a limare qualcosa al personale della scuola.
Quello che si aprirà tra qualche settimana, a titolo di esempio, sarà l’anno dei presidi-sceriffi, ma tra pensionamenti e sedi vacanti ne mancheranno all’appello oltre 1.700: uno su cinque. Mentre la Legge di stabilità ha cancellato gli esoneri e i semiesoneri per i vicari. Una situazione che in diverse scuole sarà esplosiva. E’ il caso delle quasi 400 scuole sottodimensionate (il 5 per cento del totale) che avranno un preside part-time, un reggente, che ha già una scuola da gestire, e un vicario certamente senza esonero. Ma il nuovo anno partirà al rallentatore anche per tutte le scuole che avranno un preside incaricato, senza poter contare sul supporto di un vicario esonerato dalle lezioni e per le mega scuole. Negli ultimi incontri prima della pausa estiva, i sindacati stanno cercando di scongiurare un’apertura delle lezioni nella confusione.
La legge di stabilità ha tagliato gli esoneri e i semiesoneri per i vicari perché tra i neoassunti dell’organico potenziato, che vedrà approdare in media 6-7 insegnanti per scuola, sarà possibile ritagliare un posto per il vicario. Ma, bene che vada, gli insegnanti dell’organico potenziato arriveranno nelle scuole a novembre e per i primi mesi anche i vicari dovranno recarsi in classe per fare lezione. E qualcuno sostiene che tutte le operazioni di nomina dei nuovi assunti potrebbero concludersi anche a gennaio 2016, quasi a metà anno scolastico. Una situazione che rischia di mettere in crisi i dirigenti scolastici, che non potranno contare su un braccio destro a tempo pieno, e le scuole.
Ma, oltre all’esonero dei vicari e alle tantissime poltrone da dirigente scolastico vacanti, ci sono almeno altre due questioni sul tappeto, che agitano i sonni dei presidi: l’organico di fatto e il taglio al personale Ata. In attesa delle assunzioni, il ministero ha comunicato l’organico con cui partiranno le lezioni: 628mila posti in luogo dei 630mila del 2014/2015. Un taglio che non sembra sostenibile dalla scuola, perché per il 2015/2016 lo stesso ministero ha previsto un numero di alunni analogo a quello dell’anno scorso. E, soprattutto nelle regioni settentrionali, gli uffici scolastici locali non sanno come fare quadrare i conti. Anche in Lombardia, dove si prevedono più alunni di 12 mesi fa, il ministero ha tagliato 480 cattedre. E l’unica soluzione sarà quella di stipare più alunni per classe. Perché è vero che dopo qualche mese arriveranno gli insegnanti dell’organico potenziato, ma nel frattempo occorrerà partire con le lezioni e le classi dovranno avere la loro configurazione definitiva.
L’elenco dei “primi” problemi della Buona scuola non si ferma qui. Perché, sempre nella legge di stabilità, è previsto pure un taglio di 2.020 posti di personale Ata, soprattutto bidelli. E le scuole dovranno avviare la riforma anche con meno personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

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