Scuola, chiusura con sciopero. Ma gli insegnanti rischiano di dover lavorare di notte per completare gli scrutini

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Via libera all’astensione di un’ora durante le valutazioni di fine anno, ma non per le classi che devono affrontare gli esami. Molti i dubbi tra i docenti, possibile che le attività si concludano nelle ore notturne o di domenica

di Salvo Intravaia  la Repubblica,  2.6.2015.  

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Fine d’anno col botto: il primo sciopero degli scrutini che si ricordi dal 1990. Ma parecchi docenti sono incerti sul da farsi: partecipare allo sciopero per continuare a manifestare tutto il dissenso sulla riforma della scuola targata Renzi-Giannini, e dare un altro segnale al governo, oppure lasciar perdere per evitare un prolungamento delle operazioni di scrutinio anche nelle ore notturne e di domenica?

Intanto, dopo mille polemiche  –  tra i sindacati e il garante degli scioperi  –  il ministero dell’Istruzione ha dato il via libera allo sciopero di un’ora in concomitanza con operazioni e le attività funzionali relative alle valutazione di fine anno, escluse quelle relative alle classi di fine ciclo (terza media e ultimo anno delle superiori). Per i prossimi giorni è quindi prevista una chiusura di anno scolastico piuttosto movimentata. Dopo lo sciopero generale della scuola dello scorso 5 maggio, con l’adesione record del 66 per cento di insegnanti e Ata, la situazione resta molto calda nel mondo della scuola.

LEGGI Le risposte alla domande sullo sciopero pubblicate dai sindacati (Pdf)

Le modifiche apportate al disegno di legge, che in pochi anni promette di cambiare volto alla scuola italiana, nel corso della discussione a Montecitorio non sono bastati ai sindacati e al popolo della scuola. Il preside-sindaco, per gli addetti ai lavori, continua ad avere troppi poteri, mentre lo stralcio del 5 per mille a favore delle scuole statali (e no) ha ingigantito il significato politico delle donazioni liberali (school bonus) e della detrazione fiscale a favore delle paritarie, che invece sono rimaste nel provvedimento. E il precariato è sempre meno contento. Una miscela che rischia di esplodere proprio in occasione dello sciopero degli scrutini indetto da tutti i sindacati  –  confederali e autonomia  –  per i prossimi giorni. Il primo dal 1990, quando venne varata la legge sulla regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici.

Intanto, il disegno di legge sulla Buona scuola procede il suo iter parlamentare e attorno al 20 giugno potrebbe essere legge. Nei prossimi giorni, a Palazzo madama inizierà la discussione degli oltre 1.900 emendamenti presentati. Per questa ragione lo sciopero degli scrutini viene considerato l’ultima spiaggia per ulteriori modifiche all’articolato. Lo sciopero di un’ora indetto da Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Gilda e Snals si svolgerà nei primi due giorni di scrutinio di ogni singola scuola. Se quindi un istituto ha anticipato la chiusura delle lezioni di qualche giorno e inizia gli scrutini prima, i docenti di quella scuola potranno manifestare nei primi due giorni. Restano sempre esclusi dalla protesta gli scrutini delle ultime classi, quelle che portano agli esami di maturità, agli esami di qualifica professionale o a quelli di terza media.

Per tutti gli altri scrutini i docenti potranno scioperare per un’ora in ogni scrutinio. In altre parole, visto che lo scrutinio dura in generale un’ora, il singolo docente potrebbe assentarsi  –  secondo quanto esplicitano i sindacati confederali nelle faq diffuse in questi giorni  –  anche in tutti gli scrutini dei due giorni di sciopero. Ma, chiariscono, non è necessario farlo perché basta mettersi d’accordo tra colleghi e fare mancare la presenza di un solo docente per volta per fare saltare lo scrutinio, che deve svolgersi secondo il cosiddetto “collegio perfetto”: tutti presenti e nessuna possibilità di sostituzioni. Tranne che per garantire la fine di tutte le operazioni entro domenica 14 giugno. Perché il giorno dopo si insediano le commissioni degli esami di maturità con professori e presidi impegnati.

E’ proprio sul web che in queste ore si svolge la discussione sull’opportunità o meno di aderire allo sciopero. “Tu cosa farai?”, è la domanda più ricorrente che si rivolgono i prof delle superiori e della media sui social e su whatsapp. Lo sciopero, per la compilazione e la consegna delle schede finali, coinvolge anche le maestre di scuola primaria e per la prima ora del turno antimeridiano (o l’ultima ora di quello pomeridiano) anche le colleghe della materna. Così come il personale Ata e il personale educativo. Aderire allo sciopero degli scrutini in massa, dopo lo sciopero generale, equivale ad un altro segnale forte della base contro la Buona scuola. Ma poi, i presidi sarebbero costretti a riconvocare i consigli di classe nei giorni successivi e, se necessario, anche nelle ore notturne o di domenica. Senza possibilità alcuna per i docenti di astenersi ulteriormente. Una situazione stigmatizzata da molti: “dove si è mai visto uno sciopero che si ritorce contro chi lo ha fatto?”, si chiedono in parecchi. Ma altrettanti non hanno dubbi: sciopero a tutti i costi, anche andando incontro al sacrificio dello scrutinio nelle ore notturne e di domenica.

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