Scuola, è arrivato il giorno del maxiemendamento e della fiducia

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Il Corriere della Sera  25.6.2015.  

In Senato il governo presenterà le linee guida della riforma:
maggiori poteri ai presidi, slittamento del concorsone, assunzione dei precari

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 24-06-2015 Roma Politica Senato - ddl Scuola Nella foto Davide Faraone, Stefania Giannini Photo Roberto Monaldo / LaPresse 24-06-2015 Rome (Italy) Senate - Draft law on school In the photo Davide Faraone, Stefania Giannini

È la giornata decisiva. Quella del maxiemendamento del governo che dovrà fissare i paletti sulla riforma della scuola e su cui il governo porrà la fiducia.

Maggioranza ok

La maggioranza tiene, per ora, ma protestano le opposizioni e protestano i sindacati. «La decisione del governo di procedere sulla riforma con un maxiemendamento, su cui intende porre il voto di fiducia, è l’ennesimo atto di arroganza nei confronti della scuola, del Parlamento e del Paese. Una decisione intollerabile per il metodo e per i contenuti, che abbiamo più volte avuto modo di contestare», scrivono in una nota, Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda-Unams. Per il Movimento 5 Stelle si fa sentire Luigi Di Maio che su Facebook scrive con toni perentori: «Renzi, se metti la fiducia sulla scuola sei un uomo finito».

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Novità

Intanto alla prima votazione sulla «Buona scuola» la maggioranza in aula al Senato ha tenuto. Con un’unica votazione sono state infatti respinte le pregiudiziali presentate dalle opposizioni (M5S, Sel, Lega, Fi e Cri) che hanno inoltre criticato la «forzatura» decisa della maggioranza di portare il testo direttamente in Aula bloccando i lavori della commissione Istruzione che non ha terminato l’esame degli emendamenti. Il presidente Pietro Grasso durante i lavori ha però dovuto richiamare più volte all’ordine i senatori dei gruppi di minoranza. Il maxi emendamento prevede, tra le altre cose, un numero maggiore di componenti dei comitati per la valutazione dei docenti, lo slittamento del concorso per l’assunzione degli insegnanti da ottobre a dicembre e il conferimento al dirigente scolastico del compito di proporre gli incarichi ai docenti. Il testo prevede inoltre che tra i 100 mila docenti assunti entro il mese di agosto ci siano anche gli idonei del concorso 2012 e che la nuova regola della chiamata diretta dei docenti da parte del preside sia valida da settembre 2016. Gli incarichi conferiti dal dirigente avranno durata triennale. Il preside resta titolare della gestione dell’istituto, ma dovrà rispettare le competenze degli organi collegiali. Il piano dell’offerta formativa sarà elaborato dal collegio dei docenti, sulla base degli indirizzi definiti dal dirigente scolastico, e approvato dal consiglio di istituto. Alla luce di questo il Pd in Senato prevede che nel gruppo saranno circa quattro i senatori che non voteranno la fiducia e qualcuno potrebbe non partecipare alla votazione.

Infine da registrare le perplessità sul testo anche di una parte dell’Ncd. «Il testo del maxi emendamento sul ddl scuola, sul quale il governo si accinge a mettere la fiducia, presenta una norma ambigua sulle attività educative che potrebbe consentire la diffusione nelle scuole della teoria sul gender. Pertanto abbiamo chiesto un incontro urgente ai ministri Giannini e Boschi» scrivono i senatori di Area Popolare che hanno preso parte alla manifestazione di piazza San Giovanni: Sacconi, D’Ascola, Di Biagio, Formigoni, Giovanardi, Marinello e Quagliariello.

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