Scuola, finisce male anche l’incontro con gli studenti: «Una presa in giro»

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Dopo la rottura di ieri con i sindacati unitari.
Giannini: «Inaccettabile il blocco degli scrutini»minacciato dalla Camusso. Contraria anche la Furlan (Cisl)

di Antonella De Gregorio,  Il Corriere della Sera  13.5.2015

 Riforma scuola, il governo incontra studenti e genitori

Si è conclusa con gli incontri con gli studenti e con i genitori la due giorni di confronto del governo sul disegno di legge della Buona scuola: sono 29 le sigle, tra sindacati e associazioni, che si sono sedute al tavolo e che hanno espresso forti perplessità sulla riforma, fino a paventare l’ipotesi di sciopero degli scrutini. Ma il gruppo di rappresentanti del governo, guidato dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, rifiuta questa possibilità e sottolinea: «In questa nuova fase di ascolto e di confronto il Governo ha recepito le richieste e le proposte pervenute dagli interlocutori, aprendo a possibili modifiche da apportare al ddl durante il suo esame in Parlamento».

L’incontro con gli studenti

Sarà un incontro «operativo e concreto», aveva previsto il Miur, in mattinata. Una «presa in giro», hanno invece tagliato corto gli studenti, in un durissimo commento fatto circolare dopo essersi confrontati, a Palazzo Chigi, con i ministriStefania Giannini, Maria Elena Boschi, Graziano Delrio e Marianna Madia. Stessa compagine che ha incontrato martedì i sindacati, in una riunione che ha prodotto scintille. E così è andata anche per l’incontro di oggi: un buco nell’acqua, sostengono gli studenti. Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi: «È stato un incontro di facciata, le aperture del Governo sono del tutto insufficienti e non c’è reale volontà di cambiare i saldi del ddl». «Il Governo non vuole riconoscere le istanze maggioritarie sulla scuola che si sono espresse negli ultimi mesi di mobilitazione» – scrive l’Unione degli Studenti (una delle sigle presenti a Palazzo Chigi insieme alla Rete degli studenti, la Federazione degli studenti, Studicentro, Movimento studenti Cattolici, Movimento studentesco nazionale) -. «Non bastano piccoli cambiamenti, a partire dal dialogo con le parti sociali – ha detto Martina Campani, dell’Uds -. Gli emendamenti fatti dopo lo sciopero pur avendo migliorato qualcosa, nella maggioranza dei casi si sono rivelati degli specchietti per le allodole che non cambiano la sostanza del provvedimento».

Blocco scrutini

Non tutti sono d’accordo: Virgilio Falco, presidente nazionale del movimento StudiCentro, spiega in una nota: «Per noi quel che è accaduto ieri con i sindacati che hanno minacciato il blocco degli scrutini è a dir poco criminale. Speriamo che il governo isoli chi minaccia milioni di studenti e di famiglie a fronte di una riforma che finalmente investe nella scuola». Anche la Federazione degli studenti si è scagliata contro blocco Invalsi e scrutini.

Le richieste degli studenti

Prima di entrare nella Sala Verde, i rappresentanti di tutte le associazione studentesche avevano avanzato le loro istanze: stralciare dal ddl le questioni relative alle assunzioni «per consentire un confronto sereno e democratico»; finanziare la legge quadro sul diritto allo studio; contare di più, nella governance scolastica; e poter scrivere il piano dell’offerta formativa assieme ai docenti. Oltre a parlare dei contenuti del ddl Buona scuola, gli studenti hanno anche spiegato la ragione della protesta contro i test Invalsi, affermando: «Abbiamo un’altra idea della valutazione».

Gerarchie

Il ministro Giannini ha ricordato agli studenti che il ddl Buona scuola «è una rivisitazione del modello educativo, una scuola che si apre e progetta» ed «è per questo che il governo si sta dedicando a esso con tanta attenzione». Ha poi sottolineato che «con la riforma vengono stanziati 126 milioni di euro in più all’anno per il fondo di funzionamento delle scuole». Ma agli studenti non basta: «Siamo stanchi di incontri-farsa». Che cosa temono? «Che il sistema di istruzione si gerarchizzi sempre di più», dicono. Che, loro, nella gestione della vita scolastica continuino ad avere un peso insignificante. Che cosa promuovono del ddl? «Sì, certo, l’investimento per le assunzioni, però è un atto dovuto», esemplifica Danilo Lampis, portavoce dell’Uds. «L’innalzamento delle competenze digitali; l’alternanza scuola-lavoro, su cui sono stati fatti passi avanti». E però tanto resta da fare: «Proprio sull’alternanza, continua Lampis, non si parla di commissioni paritetiche studenti-docenti, non c’è il codice etico per gli imprenditori». Si conferma «un modello di scuola autoritario con un dirigente che continua a decidere tutto in forma diretta ed indiretta, succube dei privati, che legittima le disuguaglianze attraverso il 5 X 1000 e lo school bonus invece che abbatterle e che mette in concorrenza falsata scuole pubbliche e private, concedendo nuove agevolazioni a favore di queste ultime». Insomma, un ritocco qui, uno lì, i dettagli cambiano, ma l’impianto della riforma «resta immutato». Gli studenti compariranno nuovamente davanti ai rappresentanti del governo prima del passaggio della riforma al Senato. Ma intanto la mobilitazione proseguirà: «A partire dalle giornate del 18 e del 19 dove promuoveremo iniziative in concomitanza del voto alla Camera – dice l’Uds -, sino a sostenere ulteriori forme di lotta assieme agli insegnanti e ai genitori, compresa il blocco degli scrutini».

Genitori

Nel pomeriggio di mercoledì sono stati i genitori a sottoporsi al confronto. Il loro giudizio «ci è parso positivo. Hanno riconosciuto lo sforzo fatto dal Governo nel far transitare la scuola dal secolo scorso a quello attuale», ha detto il ministro Giannini. «Con i genitori, come anche stamani con gli studenti, c’è stato l’approfondimento di un percorso, di un dialogo che dura da un anno, da quando questo Governo si è insediato».

Blocco scrutini

Resta forte la tensione con i sindacati, che dopo l’incontro di ieri hanno minacciato il blocco degli scrutini minacciato da Susanna Camusso. Un’ipotesi che però «non piace» alla stessa segretaria della Cisl Furlan che spera «che si trovino le soluzioni». Il ministro Giannini definisce «inaccettabile» il blocco, e il sottosegretario Zanetti minaccia: Scelta Civica è pronta a «sfilarsi dal provvedimento» qualora il ddl fosse «stravolto e svuotato» sulla meritocrazia.

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