Scuola, già mille ricorsi contro i trasferimenti

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di Salvo Intravaia,  la Repubblica di Palermo,  6.8.2016 

– Sotto accusa il cervellone del ministero. in molti denunciano: errori nei punteggi e graduatorie falsate

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Valanga di ricorsi in Sicilia sui trasferimenti della scuola. In pochissimi giorni, le sedi dei sindacati hanno raccolto centinaia di lettere che si apprestano a spedire al ministero. Dopo la rabbia e la delusione, per tanti docenti siciliani è il momento di correre ai ripari per evitare di passare un anno a migliaia di chilometri da casa e lontani dalla famiglia. Nei giorni scorsi, le sedi sindacali dell’isola sono stati presi letteralmente d’assalto, costringendo i consulenti a fare gli straordinari con turni di ricevimento ampliati e code infinite dietro gli ingressi. A centinaia affollano gli uffici dei sindacati perché non riescono a spiegarsi come mai sono stati spediti a chilometri di distanza da casa, mentre colleghi con punteggi inferiori si ritrovano in Sicilia o nelle vicinanze. Ma ci sono anche quelli che, dopo un anno di purgatorio al Nord, speravano in un imminente ritorno a casa, ma sono stati scalcati da docenti più giovani e con meno punteggio. Colpa dell’ormai arcinoto algoritmo ministeriale che li ha spediti dove non avrebbero mai voluto e senza una apparente spiegazione. Le storie si somigliano tutte e raccontano di famiglie smembrate e mamme che dovranno gestire figli anche piccoli a distanza o saranno costrette a portarseli appresso. Claudio Lo Bianco, docente di sostegno alla media, confessa “di essere è ancora frastornato per il colpo subito” dopo avere appreso che il cervellone ministeriale per il prossimo anno gli ha assegnato una sede a Lucca. «Sono molto demoralizzato — ammette — L’anno scorso sono stato assunto contitolarità a Mantova, ma come tanti sono riuscito a rinviare di un anno il trasferimento perché avevo una supplenza in provincia di Palermo. E pensavo che quest’anno mi sarei avvicinato a casa visto che i posti di sostegno non mancano. Invece no, mi spediscono a Lucca. Farò certamente costretto a fare e farò certamente ricorso». Ma la storia più strana è quella di Ilenia Lo Chirco, docente di Matematica e Scienze alla scuola media assegnata dapprima a Firenze e poi in provincia di Avellino. «Dopo 10 anni di supplenze su Matematica e Fisica al liceo scientifico, l’anno scorso il ministero mi assegna a Firenze ma su una cattedra di Matematica e Scienze alla media, dove non avevo mai insegnato», spiega l’insegnante. Il fatto è che i docenti di questa disciplina, in Italia, sono come le mosche bianche: l’anno scorso non è stato possibile neppure coprire tutti i posti disponibili per le assunzioni proprio per carenza di candidati. E lei pensava che, dopo un anno di sacrificio lontana da casa, ritornare a Palermo sarebbe stato un gioco da ragazzi con questa penuria di docenti. Le cose però vanno diversamente: il ministero non crea posti della materia nell’organico di potenziamento e Ilenia resta lontana da casa.

«Sono stata assegnata in provincia di Avellino — racconta — ma non so dove andrò perché l’ambito che mi hanno assegnata comprende una decina di paesi. Come faccio ad affittarmi una casa se non so dove prenderò servizio? Ho un bambino di 4 anni che non posso lasciare a nessuno e mio marito lavora a Palermo. Ho l’acqua alla gola e alla fine sarò costretta a portarmi il bambino ad Avellino. Farò ricorso — dice — perché, nonostante abbia pochi punti, alcuni colleghi con meno punteggio del mio sono stati trasferiti in Sicilia». Va meglio, ma non troppo, a Maria Marcella Garofalo, 53 anni, prof di Educazione artistica alla media.

«Mi hanno mandata a Messina anziché a Palermo. In sindacato abbiamo costatato che c’è un errore e stiamo preparando la richiesta di conciliazione. Ma se andrà male — ammette — sarò costretta a trasferirmi per un anno a Messina e tornare a Palermo nel fine settimana. La cosa più fastidiosa è non avere dati chiari e certezze di alcun tipo, hanno cambiato le carte in tavola mille volte e adesso ci troviamo in questa situazione».

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