Scuola: Giannini, da sempre più insegnanti a Sud ma più posti a Nord

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– Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, replica alle proteste degli insegnanti che, sulla base del piano straordinario di mobilità, hanno ottenuto una sede lontano da casa. «L’80% degli insegnanti è meridionale mentre la maggioranza degli studenti, e quindi delle cattedre disponibili, è al Centro Nord»spiega Giannini in un’intervista ai microfoni di Radio 3. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un decremento di più del 20% degli alunni al Sud e a un incremento superiore al 15% al Centro Nord, anche grazie alla presenza di bambini stranieri. E’ un quadro che esplode in questi anni», «quando abbiamo finalmente messo fine al precariato storico», ma «è sempre stata una caratteristica del nostro paese».

«Oggi – ha voluto precisare il ministro nell’intervista – chi si sposta lo fa con in tasca un contratto a tempo indeterminato, è un passo avanti importante».

Ma potenziare il tempo prolungato nelle scuole del Sud potrebbe essere una soluzione per far rientrare gli insegnanti? «Le scuole aperte d’estate, il
progetto che sta partendo in 400 scuole di 4 città – ha ricordato Giannini – dal primo settembre diventerà strutturale. Sarà una grande opportunità per tutte le aree a rischio di dispersione scolastica e di forte disagio sociale del nostro
paese. Scuole aperte significa un tempo prolungato, mettere insegnanti ed educatori che diano alla scuola quella funzione discente della comunità e di punto di aggregazione. Nel medio e lungo termine porterà alla soluzione di tutto questo quadro che stiamo discutendo e che in questi giorni procura disagio ad
alcuni insegnati che devono spostarsi. Ma il quadro va visto nel suo insieme, anche con gli occhi degli alunni e delle famiglie».

C’è attesa intanto per il Consiglio dei ministri che dovrebbe accendere semaforo verde alle immissioni in ruolo 2016/2017: in particolare si tratta dell’assunzione di 32mila docenti, oltre 10mila Ata (il personale tecnico-amministrativo) e 136 presidi. Le assunzioni degli insegnanti dovrebbero avvenire per il 50 per cento dai primi assunti del concorsone in via di definizione in questi giorni; e per il restante 50 per cento attingendo dai precari storici rimasti inseriti nelle graduatorie a esaurimento (le cosiddette “Gae”). Le immissioni in ruolo copriranno il turn-over, e sono la fetta iniziale del maxi piano di assunzione previsto nei prossimi tre anni, che tra concorsone (63mila posti) e scorrimento delle Gae (30mila), fara’ conquistare una cattedra a tempo indeterminato a oltre 90mila insegnanti (che si aggiungono ai quasi 90mila prof già stabilizzati lo scorso anno).

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