Scuola, i Cobas sfidano il Garante: “Due giorni di blocco degli scrutini”

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La replica dell’Autorità: «È un danno illegale agli studenti»

La Stampa 16.5.2015.

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Blocco degli scrutini e di ogni attività scolastica per due giorni consecutivi, a partire dal giorno seguente la fine delle lezioni. È la risposta annunciata dal Cobas «alle minacce di precettazione» dell’Autorità di garanzia degli scioperi. Piero Bernocchi, portavoce nazionale, auspica che «lo stesso facciano tutti gli altri sindacati», invitati comunque a scendere in piazza – assieme al «popolo della scuola pubblica» – domenica 7 giugno. La risposta del Garante arriva a stretto giro: «Premesso che chi si muove fuori dalle regole danneggia solo e soltanto studenti e famiglie – spiega Roberto Alesse – e a loro dovrà spiegare le ragioni di un eventuale blocco illegale degli scrutini, l’Autorità come annunciato nei giorni scorsi, valuterà la legittimità dell’atto di proclamazione nelle prossime ore e lo farà con rigore a tutela degli utenti».

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«La minaccia di precettazione – insistono i Cobas – che in ogni caso competerebbe ai prefetti in casi di emergenza e di `grave turbativa´ provocati da uno sciopero, è stata sbandierata ai quattro venti e ingigantita, con lo scopo di intimorire i lavoratori e le lavoratrici. E un primo preoccupante effetto lo si è visto ieri, quando dalla manifestazione a Roma dei cinque sindacati, fino a ieri quasi tutti favorevoli al blocco, nessun annuncio in tal senso è emerso. Dunque, anche se avremmo preferito una convocazione unitaria, riteniamo che vadano rotti gli indugi per dare con urgenza un forte segnale che tranquillizzi i docenti e che dimostri la legittimità della forma di lotta proposta: e per questo abbiamo indetto, auspicando fortemente che anche gli altri sindacati facciano lo stesso, il blocco degli scrutini e di ogni attività scolastica per tutto il personale per due giorni».

«Sulla base delle risposte e sulla disponibilità a ritirare il ddl, promulgando un decreto per la stabilizzazione dei precari – continua il portavoce – valuteremo come proseguire la lotta, anche oltre i due giorni di blocco già indetti, se così deciderà la maggioranza dei docenti e degli Ata. Di questo discuteremo con lavoratori e lavoratrici nelle giornate di mobilitazione unitaria tra il 18 e il 20, in occasione del voto sul ddl alla Camera: come pure del modo di smontare il tentativo del governo di contrapporre i docenti alle famiglie. Offriamo a tutti un’occasione per manifestare contro l’immiserimento materiale e culturale provocato dall’insulsa scuola-quiz aziendalistica del ddl: una manifestazione nazionale domenica 7 giugno o, in alternativa, decine di manifestazioni cittadine in tale giornata».

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