Scuola, il governo «blinda» la riforma

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ROMA – La valutazione dei docenti resta “sperimentale”, e nel comitato, che dovrà indicare i criteri per assegnare i fondi premiali agli insegnanti meritevoli, entra un membro esterno, individuato dall’Ufficio scolastico regionale tra professori, presidi e dirigenti tecnici (il numero di docenti sale da due a tre). Si conferma la maxi-stabilizzazione di 100.701 precari, che avverrà però in due tempi: subito, entro il 15 settembre, in cattedra 45mila docenti assunti da turn-over o su posti vacanti, per i restanti 55mila (i professori in più dell’organico dell’autonomia) l’immissione in ruolo avverrà con il meccanismo della nomina giuridica, da perfezionare, dal punto di vista economico, in corso d’anno, con l’effettiva presa di servizio presso la sede assegnata. Per tutti gli altri precari abilitati con i Tfa o i percorsi speciali (Pas), esclusi dal piano straordinario, se ne riparlerà nel nuovo “concorsone” da bandire in dicembre per 60mila posti (si riconoscerà un punteggio aggiuntivo ai loro titoli e al servizio svolto, e non più una riserva di posti).

Sono i punti principali del maxiemendamento alla riforma della scuola che è stato presentato ieri mattina dai due relatori, Francesca Puglisi (Pd) e Franco Conte (Ap), dopo un breve faccia a faccia con la ministra Stefania Giannini, e su cui il Senato voterà domani la fiducia. Una blindatura che dovrebbe ripetersi martedì alla Camera con un nuovo voto di fiducia. Di fatto la maggioranza ha deciso di bypassare le “forche caudine” della commissione Istruzione guidata da Andrea Marcucci (Pd) e affidare le sorti della riforma (e dell’esecutivo) al responso dell’assemblea di Palazzo Madama. Una decisione suggellata dalla conferenza dei capigruppo che si è svolta nel pomeriggio tra le proteste dell’opposizione. E su cui si è spoffrmato in serata il premier Matteo Renzi: «Ai senatori la scelta tra la strada dell’ostruzionismo e la strada dell’occupazione»

Passando alle altre modifiche il nuovo testo assegna più tempo a scuole e Uffici scolastici regionali per disegnare i nuovi ambiti territoriali (che diventano operativi nel 2016-2017 e ogni docente potrà indicarne cinque) e il piano triennale dell’offerta formativa. Altra novità, sugli Its, è la possibilità per le fondazioni (con un patrimonio di almeno 100mila euro) di attivare altri percorsi di formazione in altre filiere. E sullo “school bonus” viene introdotto un tetto di 100mila euro alle erogazioni liberali dei privati, con l’aggiunta di una quota “perequativa” del 10 per cento.

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