Scuola, il Pd alle opposizioni: “Collaborino per un ok rapido”

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Il premier riunisce a Palazzo Chigi i parlamentari dem per accelerare l’iter della riforma. Si tratta, ma spunta l’ipotesi fiducia

La Stampa 19.6.2015.  
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La strada del dialogo resta percorribile, ma se non si troverà con le opposizioni un percorso condiviso sui 3.000 emendamenti l’ipotesi della fiducia su `la buona scuola´ si trasformerà in realtà. Il governo e il Pd, nel vertice convocato questa mattina da Matteo Renzi a palazzo Chigi, hanno deciso di accelerare. L’obiettivo, in attesa dell’esito della riunione della commissione Istruzione di Palazzo Madama convocata per martedì prossimo, è quello di far approvare il testo dall’Aula del Senato entro venerdì e di portare a casa le assunzioni dei 100mila precari.

Nella sede del governo questa mattina con il premier c’erano il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, i capigruppo di Camera e Senato, Ettore Rosato e Luigi Zanda, il presidente della commissione Istruzione, Andrea Marcucci, che in un tweet spiega: «Il Pd farà di tutto per approvare “la buona scuola” in tempi brevi. Serve tenere insieme autonomia, merito e assunzioni».

Lo strumento della fiducia sarà eventualmente usato, afferma invece Ettore Rosato al Gr1, «per impedire che l’ostruzionismo interrompa il percorso parlamentare. Si va avanti con decisione e con la massima collaborazione a trovare le intese più ampie possibili, ma con l’idea che i tempi sono molto stretti per procedere alle assunzioni fin dall’inizio del prossimo anno scolastico». Quello di Renzi, aggiunge, «non è un cambio di strategia, è un messaggio molto chiaro. Chiediamo a tutti di collaborare in una riforma che serve al Paese. Noi chiediamo di rinunciare all’ostruzionismo per consentire una rapida approvazione che consenta di rispettare anche i tempi necessari e burocratici per procedere a 100mila assunzioni».

Ma M5s non depone le armi e annuncia che manterrà i suoi emendamenti. «Ai ricatti del governo non cediamo – affermano i parlamentari grillini delle commissioni Cultura – non ritireremo i nostri emendamenti perché sono tutti emendamenti di merito. Ritirarli significherebbe prestare il fianco a un governo che sta distruggendo la scuola pubblica italiana e voltare le spalle a insegnanti, studenti e famiglie che da mesi chiedono di ritirare questa riforma irricevibile».
Dura anche Sel, il cui capogruppo Arturo Scotto taglia corto: «non chiedano alle opposizioni ciò che governo non fa. Il ritardo su scuola nasce dai pasticci, dalle scelte sbagliate e da indecisioni tutte interne al Pd». «Fare subito un decreto per la stabilizzazione dei docenti precari è l’ unica soluzione che ha il governo. In caso contrario non pensino di utilizzare ricatti per impedire al Parlamento di fare una buona legge per la scuola, quella vera».
E anche Scelta civica non mostra di aver particolarmente apprezzato l’idea del vertice di stamane e chiede uguale attenzione da parte del premier altrimenti la riforma «sarà approvata dal solo Pd, e da quanti sono disposti a fare le ruote di scorta che votano a comando. Sicuramente non noi».
Anche il fronte sindacale fibrilla ancora. Susanna Camusso è tranchant: «Mi suona come una gigantesca presa in giro, è sempre più insopportabile» ha commentato il segretario generale della Cgil. «Il 5 maggio, dopo il più grande sciopero della storia nel mondo della scuola, il governo ha detto che bisognava aprire un confronto a Palazzo Chigi ma stiamo ancora aspettando la convocazione, forse hanno perso il nostro indirizzo. Adesso scopriamo che c’è fretta, quindi immagino maxiemendamento e fiducia». Insomma, per Camusso «Credo si sia andati oltre la normale dialettica nel rapporto tra le parti e che non ci sia nessun rispetto dei soggetti collettivi». Ma la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani le risponde a stretto giro di posta: «Siamo al paradosso. Per la Camusso è insopportabile l’impegno del governo di condurre rapidamente in porto una nuova organizzazione della scuola con la garanzia di assumere 100mila precari? Questo atteggiamento lascia sbigottiti. Non si è mai visto un sindacato che si lamenta mentre si stabilizzano così tanti lavoratori».

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