Scuola, la riforma approda in aula al senato. Verso la fiducia per assumere i 100mila

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“Il Governo ha autorizzato il ministro per i rapporti col Parlamento a porre la fiducia.
Poi vedremo se sarà necessario” ha detto il premier Matteo Renzi. Opposizioni sul piede di guerra

Rai News, 24.6.2015.

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24 giugno 2015
Arriva oggi in aula al Senato la riforma della scuola. E ci arriva senza mandato ai relatori, quindi nella formulazione uscita dalla Camera, che sarà poi modificata con il maxiemendamento di maggioranza, annunciato ieri in conferenza di capigruppo. Oggi fino alle 19 si potranno presentare gli ultimi emendamenti e poi inizierà la discussione.
Domani, salvo novità, il governo porrà la fiducia. “Il governo ha autorizzato il ministro per i rapporti col Parlamento a porre la fiducia. Poi vedremo se sarà necessario”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi aggiungendo: “Se la riforma va in porto, ci saranno più soldi per gli insegnanti, altrimenti le assunzioni saranno le 20-25mila previste dal turnover. Credo che l’alternativa debba essere chiara per chi in Parlamento dovrà scegliere come comportarsi”.  

Dopo l’eventuale voto di fiducia  la “Buona scuola” farà un ultimo, e blindatissimo, passaggio alla Camera per diventare legge entro fine mese (ovvero martedì prossimo) e, nelle intenzioni del governo, essere a regime per settembre prossimo.

Il maxiemendamento
Il maxiemendamento riscrive in parte il disegno di legge approvato dalla Camera acccogliendo alcune delle richieste contenute nei 3mila emendamenti presentati:  prevista l’assunzione di circa 100mila insegnanti precari entro agosto, ma una parte della riforrma slitta al 2016-2017. Tra le novità contenute nel maxi-emendamento la valutazione triennale dei presidi e un Comitato di valutazione docenti rivisto nella sua composizione con l’aggiunta di un membro esterno; l’inserimento degli idonei al concorso 2012 nel piano di assunzioni; il tetto di 100 mila euro per le erogazioni liberali agli istituti; la destinazione del 10% dello school bonus alle scuole con meno risorse.

Le reazioni alla questione di fiducia
“Nel momento in cui verrà chiesta la fiducia, perché verra chiesta, se la voteranno loro e i loro amici”, ha commentato il senatore leghista Gian Marco Centinaio ieri al termine della conferenza dei capigruppo. “Usciremo dall’aula”, ha chiarito, “come abbiamo sempre fatto”.
“Se pensano che il voto di fiducia placherà la vera e propria rivolta che c’è da parte di tutto il mondo della scuola, credo che si stanno illudendo perché questa vicenda continuerà” ha commentato Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto-Sel al Senato.
“Quella del governo è una forzatura inaudita, il colpo di mano di un monarca. Ma il mondo della scuola non dimenticherà questa porcata. Per il governo e per Renzi questa è una vittoria di Pirro” hanno denunciato in una dichiarazione congiunta i parlamentari M5s delle commissioni Cultura di Camera e Senato.
“Dispiace che un’occasione di confronto su una questione di primaria importanza possa essere sprecata con un’ulteriore limitazione del confronto in Parlamento. Credo che questo la scuola non lo meritasse”, dice invece Francesco Paolo Sisto (Forza Italia).

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