Scuola, la riforma torna in Aula. Si riparte dal ruolo dei presidi. E la maggioranza studia modifiche

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Riprende oggi in Aula alla Camera l’esame del ddl sulla “Buona scuola” per arrivare al voto finale mercoledì. Dopo il via libera ai primi sette articoli, la scorsa settimana, si riparte ora dall’articolo 8 (organico dell’autonomia), dal 9 (competenze del dirigente) e dal 10 (il piano di assunzioni). Temi caldissimi tutti e tre. E aperture ci saranno, sul doppio fronte dei presidi e della valutazione, come ha lasciato intendere ieri il premier Matteo Renzi, ma forse anche sulle assunzioni. Tanto che si susseguono riunioni per mettere a punto le necessarie modifiche al testo.

Nodo coperture, seduta sospesa
La sedura avrebbe dovuto cominciare alle 11, ma dopo la bocciatura di alcuni emendamenti presentati dai gruppi da parte della commissione Bilancio per questioni relative alle coperture, la relatrice al provvedimento Maria Coscia (Pd) ha chiesto di poter riunire il Comitato dei nove per valutare i pareri alle proposte di modifica in modo che tengano conto dei rilievi espressi sul fronte finanziario. La seduta è ripresa alle 12.10.

Oggi protestein tutta Italia
«Siamo pronti alla condivisione e al confronto», ha assicurato Renzi. Deciso ad andare incontro alle richieste della piazza del 5 maggio anche per disinnescare lo scontro frontale con i sindacati. Che restano divisi. Con i Cobas che hanno già annunciato il blocco degli scrutini per due giorni alla fine delle lezioni, scatenando l’ira del Garante, e i confederali che restano alla finestra, in attesa che il governo scopra le carte. Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda hanno organizzato un presidio in piazza Montecitorio oggi e domani dalle 16 e mercoledì dalle 9, un’iniziativa pubblica e aperta con interventi a staffetta. Aderisce anche l’Unione degli studenti, che – sottolinea il coordinatore Danilo Lampis – «promuoverà azioni in tutto il Paese, assemblee, occupazioni di scuole, scioperi bianchi, lezioni in piazza, per urlare a gran voce che la vera Buona Scuola non ci sta alle imposizioni dall’alto».

Cisl contro Cobas: blocco scrutini inopportuno
È la Cisl che appare più conciliante. «Nessun cambio di rotta», ha precisato il segretario generale della Cisl scuola Francesco Scrima. «Stiamo seguendo una linea chiara e coerente. Siamo impegnati a verificare come e quanto la dichiarata disponibilità al confronto si tradurrà, da parte del governo, nella disponibilità ad accogliere le richieste unitariamente sostenute». Ma la Cisl non ha accolto positivamente la lotta dei Cobas: «Viene da chiedersi che senso abbia assumere come questione centrale del dibattito il blocco degli scrutini, offrendo al governo un comodo diversivo per distogliere l’attenzione dal cuore delle questioni». E ancora: «Rompere e indebolire il fronte sindacale è responsabilità che ricade per intero su chiunque inneschi e alimenti polemiche pretestuose e strumentali».

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