Scuola, sciopero degli scrutini contro la riforma: adesione con punte del 90%

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Secondo i sindacati, la protesta contro il ddl sta coinvolgendo moltissimi insegnanti.
Concreto il rischio che si accavalli con gli esami di maturità

la Repubblica,  10.6.2015.  

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Sciopero degli scrutini con adesioni del 90 per cento in tantissime realtà. A comunicarlo sono gli stessi sindacati della scuola che raccolgono i dati delle regioni in cui le lezioni sono terminate e si sta procedendo alle valutazioni finali. Con precedenza per quelle delle classi terminali – quinte della scuola superiore, terze classi della media e terze degli istituti professionali – dove non è possibile scioperare. I primi a “incrociare le braccia” contro la Buona scuola proposta dal governo Renzi sono stati gli insegnanti di Emilia-Romagna e Molise, dove le lezioni si sono concluse lo scorso 6 giugno, e di Lombardia e Lazio, dove l’ultima campanella è suonata l’8 giugno. Secondo Piero Bernocchi, dei Cobas, “lo sciopero degli scrutini è partito in maniera trionfale in Emilia-Romagna, Molise, Lazio e Lombardia, dove gli scrutini effettuati non superano il 10 per cento”.

La mobilitazione, che rappresenta il secondo atto della protesta organizzata da tutti i sindacati della scuola, è stata indetta nei primi due giorni utili – in cui è possibile scioperare – calendarizzati dai singoli istituti. Nelle regioni in cui le lezioni si sono concluse lunedì scorso, è stato possibile scioperare ieri e oggi, se lunedì pomeriggio è stato dedicato allo scrutinio delle classi terminali. E così via. In 13 regioni, l’ultima campanella è suonata oggi o suonerà domani. E il pericolo che lo sciopero degli scrutini si accavalli agli esami di maturità è più che una semplice ipotesi. Per questa ragione molti presidi hanno minacciato lunghe ed estenuanti riunioni anche in ore notturne o di domenica.

Ma la cosa più probabile è che le operazioni di scrutinio delle classi intermedie si possano svolgere nei pomeriggi degli esami di stato: esami di maturità la mattina e scrutini il pomeriggio. E nonostante il superlavoro che si prospetta, la maggior parte degli scrutini è già saltata. Nella Capitale, il Coordinamento delle scuole secondarie comunica che le valutazioni finali sono saltate in diversi istituti: al classico e linguistico Aristofane, all’istituto comprensivo Gandhi e allo scientifico e linguistico Innocenzo XII di Anzio. Anche dalla Flc Cgil iniziano ad arrivare i dati delle prime adesioni. In provincia di Ferrara l’adesione allo sciopero è stata “straordinaria”.

“In diversi Istituti Comprensivi – spiegano dalla Flc Cgil – si sono registrate punte di adesione tra l’85 e il 90 per cento, mentre altri istituti si attestano tra il 70 e il 60 per cento. Grande soddisfazione anche per l’adesione che si è registrata nelle scuole superiori”. Stesso discorso in Sicilia, dove le lezioni si sono concluse ieri. In diversi istituti di Palermo, gli scrutini sono stati bloccati completamente. Mentre in altre scuole la percentuale di scrutini saltati oscilla fra il 50 e il 70 per cento. Per dire “no” al preside-sceriffo e ai finanziamenti alle scuole paritarie, gli insegnanti si sono organizzati. Perché per gli scrutini finali basta che sia uno solo a scioperare, giacché per svolgere lo scrutinio occorre che siano tutti presenti: il cosiddetto collegio perfetto.

E’ facile, mettendosi d’accordo, fare saltare tutti gli scrutini di una giornata. Il dato definitivo della protesta arriverà fra qualche giorno. Intanto, il governo è alle prese con i primi problemi al Senato –  ieri in commissioni Affari costituzionali la maggioranza è andata sotto – con lo stesso premier che ha annunciato ulteriori modifiche, dopo quelle apportate alla Camera. Ma le frizioni tra maggioranza, opposizione interna al Pd, opposizioni in Parlamento, sindacati e mondo della scuola non sembrano superabili con semplici modifiche all’attuale articolato. Da più parti si chiede il ritiro del disegno di legge e lo stralcio delle 100mila assunzioni previste dalla Buona scuola. Ma il premier ha già detto a chiare lettere che o passa tutta la riforma oppure niente.

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

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