Scuola, sentenza sulla immissioni in ruolo. Gli avvocati dei prof: da rifare le assunzioni. Il ministero: si va avanti

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di Salvo Intravaia  la Repubblica,  31.8.2015.  

I giudici del Consiglio di Stato: sì al diritto all’iscrizione dei diplomati magistrali nelle graduatorie scuola primaria e dell’infanzia. Ma per il ministero le nomine già fatte non sono da rifare. Domani a mezzanotte al via la fase B delle assunzioni

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ROMA – A rischio le assunzioni nella scuola? Sì, secondo quanto spiegano gli avvocati che questa mattina, attraverso una ordinanza del Consiglio di stato, hanno raggiunto quello che definiscono un “traguardo storico”. Un provvedimento che – secondo i legali – potrebbe costringere il ministero dell’Istruzione a rifare tutte le immissioni in ruolo finora assegnate nella scuola dell’infanzia e alla primaria, con ricadute anche in tutti gli altri gradi di istruzione, e congelare le nomine in fase B che si concretizzeranno a mezzanotte e un minuto del due settembre.
Uno scenario che in viale Trastevere non considerano realistico. Dal ministero infatti fanno sapere: “Andiamo avanti con la fase B delle assunzioni. Questi aventi diritto saranno inseriti alla prima tornata utile”, ovvero l’anno prossimo. Questo perché, secondo il ministero, valgono le graduatorie al momento dell’approvazione della legge.
Viale Trastevere ha ribadito poi la sua posizione con una nota ufficiale, smentendo “qualsiasi ipotesi di congelamento del piano di immissioni in ruolo attualmente in corso. Il piano prosegue e non vi sarà alcuna ripetizione delle fasi già concluse”. E ancora: “Le recenti ordinanze del Consiglio di Stato escludono esplicitamente qualunque impatto sul piano straordinario di assunzioni. I docenti oggetto delle ultime ordinanze saranno inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento e potranno partecipare, in base al loro punteggio, come da normativa vigente, alle assunzioni dei prossimi anni”.

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La sentenza. Questa mattina, i giudici della sesta sezione di palazzo Spada hanno pronunciato un’ordinanza che assegna il diritto all’iscrizione, senza alcuna riserva – com’è stato finora – nelle graduatorie ad esaurimento della scuola primaria e dell’infanzia di 3mila diplomati magistrali esclusi, proprio in forza di quella riserva, dalle immissioni in ruolo e dalle supplenze.
Il ricorso collettivo è stato presentato da due associazioni, A.D.I.D.A e La Voce dei Giusti, ed è stato patrocinato dagli avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli. Secondo i giudici amministrativi “al di fuori del piano straordinario di assunzioni per l’anno scolastico 2015/2016, la generalizzazione di tale depotenziamento dell’iscrizione con riserva nelle graduatorie non sembra avere fondamento legislativo”.
Pertanto l’iscrizione dei diplomati magistrali in questione dovrebbe avvenire a pieno titolo. E secondo gli avvocati, coloro che sarebbero rientrati, in virtù del punteggio maturato, avrebbero titolo a parte dei posti già assegnati nelle assunzioni della cosiddetta fase “zero” e dovranno quindi ottenere l’immissione in ruolo.
Il dispositivo, inoltre, assegna al Miur 15 giorni di tempo per ottemperare agli effetti dell’ordinanza e, in caso contrario, nomina il prefetto di Milano in qualità di commissario ad acta per l’applicazione del provvedimento. Il busillis giuridico sta, spiega Santi Delia, nel fatto che la fase zero – la prima di tutte – delle immissioni in ruolo con oltre 36mila cattedre non farebbe parte del Piano straordinario di assunzioni.
Circostanza che sembra rafforzata dal decreto ministeriale – del 7 luglio scorso – che l’ha lanciata, antecedente alla pubblicazione in Gazzetta della legge 107 che contiene il Piano. Il fatto è che le fasi successive del piano assunzionale – A, B e C – sono legate a doppio filo con la fase zero. Perché nella fase A sono state assegnate le cattedre avanzate dalla prima fase più altri 10mila posti. E nella fase B, la prima in ambito nazionale che parte il due settembre, tutte le cattedre non assegnate nelle prime due fasi.
Il ministero in ogni caso, come detto, esclude che si debbano ripetere le immissioni in ruolo della fase zero, cosa che effettivamente rimescolerebbe anche quelle delle fasi successive: in tutto 103mila posti. E, visti gli intrecci tra graduatorie, occorrerebbe rifare le nomine non solo della scuola primaria ma, in certa misura, anche quelle degli altri gradi.

Scuola, sentenza sulla immissioni in ruolo. Gli avvocati dei prof: da rifare le assunzioni. Il ministero: si va avanti ultima modifica: 2015-09-01T04:36:15+00:00 da Gilda Venezia

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