Scuola, sindacati bocciano emendamenti e annunciano nuove iniziative. Anche blocco scrutini

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A Palazzo Chigi incontro tra Giannini, Boschi, Madia, Delrio e 15 sigle sindacali. Camusso, Furlan e Barbagallo: “insufficienti” modifiche al ddl, restano i “punti critici” della riforma. Il sottosegretario De Vincenti: “Ne terremo conto, approfondimento in Senato”. Ma per i sindacati non c’è apertura: “Valuteremo altro sciopero”

  la Repubblica, 12.5.2015.

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ROMA – I sindacati bocciano le modifiche al ddl di riforma della scuola. Lo hanno detto chiaramente nelle circa tre ore di confronto con il governo a Palazzo Chigi, vertice convocato dopo lo sciopero e le turbolenze di piazzadella scorsa settimana, e dopo l’invasione della bacheca Facebook del premier Matteo Renzi da parte degli insegnanti contrari alla sua idea di “buona scuola”. Il governo assicura attenzione alle critiche e promette un approfondimento in Senato. Ma alla fine i sindacati si dicono particolarmente delusi. Susanna Camusso: “Non abbiamo avuto nessuna risposta, anche se il governo ha preso nota. Siamo ben lontani da quel cambiamento profondo dell’impianto che andava definito”. Camusso conferma nuove iniziative del sindacato, non escluso il blocco degli scrutini già nelle intenzioni di Cobas e Snals. Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, definisce l’incontro la “dimostrazione concreta che il governo continua a dialogare” ma, aggiunge, “il governo sui punti qualificanti del ddl scuola non ha la volontà di fare passi indietro”. E critica duramente il boicottaggio dei test Invalsi: “Gravissimo, strumentalizzare questa questione significa speculare sul futuro dei ragazzi”.

Il confronto. Per l’esecutivo erano presenti il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e il sottosegretario Claudio De Vincenti. Per i sindacati, quindici le sigle al tavolo, tra cui i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso,Annamaria Furlan e, appunto, Carmelo Barbagallo. Domani i rappresentanti del governo vedranno anche le associazioni degli studenti e dei genitori.

LA RIFORMA DELLA SCUOLA: PRO E CONTRO

Alla riunione con i sindacati Matteo Renzi non c’era, ma il premier ha rilasciato un tweet sul tema e dal suo profilo ha dialogato con i cittadini attraverso l’hashtag #matteorisponde:

La riunione a Palazzo Chigi è cominciata con l’illustrazione da parte dell’esecutivo degli emendamenti già anticipati dalla stampa. “Oggi era importante darvi direttamente una visione complessiva del provvedimento in discussione al Parlamento in un’ottica di dialogo e condivisione”, le parole del ministro Giannini. Ma i sindacati si sono detti insoddisfatti delle modifiche e hanno evidenziato le criticità presenti nel ddl anche dopo gli emendamenti apportati. Il sottosegretario De Vincenti, premettendo che “il nostro obiettivo è superare il precariato, valutare i docenti, dare un servizio ai giovani” ha assicurato: “Terremo conto delle vostre critiche, Ci saranno audizioni al Senato per approfondire le questioni”.

Per Camusso, gli “emendamenti approvati non modificano la sostanza. Cambiamento sì, ma non come vorrebbe il governo”. La Cgil piuttosto considera “punti dirimenti” dell’intervento legislativo sulla scuola “l’assunzione dei precari, la centralità del contratto, la questione delle funzioni della dirigenza e le premialità”.

“Emendamenti non sufficienti” anche per Furlan, che lamenta: “Se si fossero fatti prima altri incontri con il governo sicuramente avremmo costruito un percorso più utile per cambiare la scuola”. Sulla stessa linea Barbagallo: “Dal governo sforzi apprezzabili ma insufficienti. Precariato, valutazione e contratto: sono questi i tre punti su cui chiediamo interventi”.

La leader della Cisl è poi tornata sullo sciopero che “ha avuto un’altissima partecipazione del personale della scuola, più del 70 per cento, ma anche la partecipazione di tanti studenti e tante famiglie, a testimonianza che anche loro hanno condiviso le questioni poste dal sindacato”.

Furlan ha quindi evidenziato le criticità della riforma. “In primo luogo rimane l’accentramento delle funzioni e delle responsabilità del dirigente che parte da un presupposto concettuale sbagliato: la comunità, le famiglie, gli studenti hanno il diritto di giudicare la scuola come servizio. Ma la valutazione dei docenti, le loro capacità didattiche e professionali è meglio che siano lasciate a persone competenti che peraltro ci sono nel sistema scolastico”.

“Occorre poi ripristinare il ruolo della contrattazione in un settore da sette anni senza contratto – ha aggiunto Furlan -. Il salario, la produttività dei docenti, la premialità di alcune scuole rispetto ad altre, vanno lasciate alla contrattazione con il sindacato. Per quanto riguarda poi il tema del superamento del precariato, noi pensiamo che occorre una soluzione vera, attraverso un percorso pluriennale di stabilizzazione che dia tranquillità agli insegnanti, agli studenti e alle famiglie”.

Boschi: “Perché paura dei presidi?”. “Ma cos’è tutto questo timore verso i presidi? Mia madre fa la preside e vi posso assicurare che tutti i presidi, tutti, sono persone inappuntabili”. Così Maria Elena Boschi durante il confronto di Palazzo Chigi, in difesa del ddl di riforma della scuola di fronte alle critiche delle parti sociali. In particolare, quelle del rappresentante dei Cobas, che ha bocciato le nuove prerogative che la riforma vuole affidare ai presidi. A quel punto il ministro Boschi ha preso la parola e ha citato ad esempio sua madre, preside della scuola primaria “Bani” dell’istituto comprensivo “Marconi” di San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo.

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