Scuola, vertice a Palazzo Chigi: “Ok in tempi brevi, ipotesi fiducia”

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Il capogruppo Rosato (Pd): “Siamo impegnati per le assunzioni”. M5s manterrà emendamenti perché “sono tutte proposte di merito”. Sel attacca: “Imbroglioni al governo e nella sua maggioranza”. Botta e risposta Camusso-Serracchiani. I presidi: senza riforma, anno scolastico a rischio

di Salvo Intravaia  la Repubblica,  19.6.2015.  

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ROMA – Accelerazione decisa sulla riforma della scuola, tentando il tutto per tutto per tenere aperto il dialogo. Ma se questo non darà frutti, si dovrà arrivare all’approvazione del disegno di legge con la fiducia. E’ quanto emerso dalla riunione a palazzo Chigi del premier Matteo Renzi con i parlamentari del Pd alla presenza, tra gli altri, del ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, e di quello dell’Istruzione, Stefania Giannini. “C’è l’intenzione per approvare il provvedimento sulla scuola nei tempi più rapidi possibili ma chiediamo allo stesso tempo alle opposizioni di collaborare perché con 3mila emendamenti non si può approvare la riforma  e se si continua così è solo un modo per rallentare i tempi”, ha detto il capogruppo alla Camera del Pd,Ettore Rosato, al termine della riunione sulla Buona scuola.

“Ci sarà un lavoro di miglioramento del testo al Senato, per fare tutto nel miglior modo possibile anche chiedendo la collaborazione dell’opposizione perché sulle assunzioni c’è un interesse comune”, ha spiegato ancora Rosato sottolineando: “Sul provvedimento ci può essere un confronto nel merito, perché con 3mila emendamenti le assunzioni non si possono fare ma c’è solo la volontà di affossare il provvedimento”. “Si va avanti sulla riforma della scuola con decisione, con la massima collaborazione a trovare le intese più ampie possibili, ma con l’idea che i tempi sono molto stretti per procedere alle assunzioni fin dall’inizio del prossimo anno scolastico”, ha aggiunto in tarda mattinata al Gr1 Rai Rosato. Quello di Renzi, rileva, “non è un cambio di strategia, è un messaggio molto chiaro. Chiediamo a tutti di collaborare in una riforma che serve al Paese. Noi chiediamo di rinunciare all’ostruzionismo – ribadisce – per consentire una rapida approvazione che consenta di rispettare anche i tempi necessari e burocratici per procedere a 100mila assunzioni”. Mentre  il presidente della commissione Istruzione del Senato, Andrea Marcucci,  ha annunciato che martedì sarà presente in commissione.

SCHEDA La Buona Scuola in 12 punti

Le assunzioni. Il premier Renzi ha dato così il via alla ‘girandola’ di incontri operativi sul dossier scuola. Un giro d’orizzonte dal quale, come ha dichiarato Rosato, emerge l’impegno a chiudere rapidamente l’iter al Senato del ddl Scuola, chiedendo alle opposizione collaborazione, specialmente sul fronte del numero degli emendamenti. Altrettanta sollecitudine sarebbe assicurata dal governo sul capitolo assunzioni. Un segno di apertura, soprattutto su questo punto, arriva anche dalla minoranza dem. “La riforma della scuola va fatta. Ci sono le condizioni per portare a casa il risultato – ha detto Maurizio Martina, esponente della corrente ‘Sinistra e’ cambiamentò del Pd e ministro dell’Agricoltura – .Possono essere cambiati dei singoli punti del ddl per migliorarlo, ma va fatto in fretta. Possiamo avere sia la riforma sia le assunzioni. Oggi anche da Chigi abbiamo avuto dichiarazioni in questa direzione”.

Scelta Civica ha chiesto un coinvolgimento degli alleati. “Che il presidente del Consiglio incontri una delegazione di deputati e senatori del suo partito per concordare il timing delle prossime settimane e le priorità dei prossimi mesi va benissimo ed è, anzi, cosa più che mai opportuna. Purché – ha osservato Enrico Zanetti, segretario politico di Scelta Civica – accada altrettanto con gli alleati che anche recentemente, in occasione di passaggi cruciali, hanno garantito in modo compatto al governo voti che proprio una parte del Partito Democratico – sottolinea – gli ha invece negato”.

Cgil contro. Toni polemici quelli di Susanna Camusso, leader di Cgil che ha detto: “Mi suona come una gigantesca presa in giro ed è sempre più insopportabile”. Parlando del confronto con il governo ha aggiunto: “Stiamo ancora aspettando la convocazione forse hanno perso il nostro indirizzo”. Sull’aut aut del governo, che è pronto anche a mettere la fiducia,  Camusso ha dichiarato: “Adesso sentiamo. C’è un maxi-emendamento sui cui si vuole mettere la fiducia. Siamo andati oltre la normale dialettica nel rapporto tra le parti. Non c’è alcun rispetto del mondo della scuola e della parti sociali”.

Serracchiani replica a Camusso. Alla leader della Cgil replica Debora Serracchiani, vicesegretario Pd: “Siamo al paradosso. Per Camusso è insopportabile l’impegno del governo di condurre rapidamente in porto una nuova organizzazione della scuola” con l’assunzione di “100mila precari? Un atteggiamento lascia sbigottiti. Mai visto un sindacato che si lamenta mentre si stabilizzano così tanti lavoratori”.

M5s non ritira emendamenti. “Ai ricatti del governo non cediamo: non ritireremo i nostri emendamenti al ddl istruzione, perché sono tutti emendamenti  di merito. Ritirarli significherebbe prestare il fianco a un governo che sta distruggendo la scuola pubblica italiana e voltare le spalle agli insegnanti, agli studenti e alle famiglie che da mesi chiedono di ritirare questa riforma irricevibile”. Lo hanno affermato in una dichiarazione congiunta i parlamentari M5s delle commissioni Cultura di Camera e Senato. “La nostra posizione è chiara: bisogna stralciare la parte sulle assunzioni dei precari e approvare velocemente solo quella. Tutto il resto, dal preside manager alla chiamata diretta, dagli sgravi per le paritarie all’ingerenza dei privati nelle scuole – hanno ribadito i gruppi pentastellati – è da gettare nel cestino. Se Renzi porrà la fiducia su questa riforma se ne assumerà tutte le responsabilità”.

Sel all’attacco. “In questo governo e nella sua maggioranza ci sono degli imbroglioni: bisogna dirlo agli italiani . Noi ed altre forze di opposizione chiediamo ormai da mesi al governo una cosa molto semplice: fate un decreto per stralciare dalla legge sulla scuola le assunzioni dei docenti precari, fate un decreto per assumerli e noi lo votiamo senza passare dal via, nemmeno un emendamento. Lo votiamo subito per garantire alla scuola italiana la certezza dell’inizio del nuovo anno scolastico, e per garantire a migliaia di precari un futuro chiaro. Siccome non lo hanno voluto fare, non possono ora permettersi di dire che sono le opposizioni che impediscono l’assunzione di 100mila persone”. Lo afferma il coordinatore nazionale di Sel, Nicola Fratoianni. Nessun passo indietro sugli emendamenti, anzi, Fratoianni prosegue:  “Hanno presentato una pessima legge, su questa legge le opposizioni hanno presentato legittimamente degli emendamenti di miglioramento e modifica. Questo è il compito del parlamento e dei suoi componenti. Non si può più accettare l’idea che ogni volta che il parlamento ha qualcosa da dire, Palazzo Chigi se la prenda e dica: sai che c’è, ci siete voi, cioè c’è il parlamento, c’è la democrazia che è un fastidio, e allora noi mettiamo la fiducia, sennò non si può fare questo“.

ARCHIVIO La riforma della scuola

I tempi. L’obiettivo e’ licenziare il testo a Palazzo Madama entro la prossima settimana. Se la collaborazione degli altri gruppi non si tradurrà nel ritiro degli emendamenti, al Pd non resterà che la strada della fiducia su un maxiemendamento che conterrà tuttavia le proposte di modifica delle minoranze. Il confronto decisivo da questo punto di vista avverrà in vista della seduta di commissione di martedì prossimo. Se non ci sarà il ritiro degli emendamenti i relatori dovrebbero presentare il maxi-emendamento per arrivare in aula tra giovedì e venerdì. Secondo questo timing serrato, la riforma potrà essere approvata alla Camera nella settimana successiva, dove comunque è previsto il passaggio in commissione.

LEGGI Anno scolastico a rischio

Volontà di chiudere in tempi stretti quindi, perché il rischio è il rinvio di un anno.  I tempi di discussione sulla Buona Scuola al Senato si sono allungati e, per mettere in pratica tutte le novità serve tempo. In un primo momento, l’approvazione definitiva del disegno di legge era prevista per metà giugno, ma solo  pochi giorni fa sono iniziate le votazioni degli emendamenti in commissione Cultura al Senato. Servirebbero almeno una/due settimane per concludere tutto. Poi, il provvedimento dovrà tornare alla Camera per la terzalettura. Fare slittare a luglio l’approvazione definitiva della riforma rende impossibile la sua attivazione dal prossimo anno scolastico.

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