“Se il Governo se ne frega, non facciamoci fregare”

AVVISO IMPORTANTE PER TUTTI I COLLEGHI DELLA SCUOLA PRIMARIA

 di Simone Piscopello, 29.4.2015

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Care Colleghe, cari Colleghi della scuola primaria,

chi vi scrive è  un maestro di scuola elementare come voi. Un maestro preoccupato per il futuro del fiore all’occhiello della scuola italiana, un insegnante estremamente amareggiato per quello che sta accadendo in questi giorni.

Come ben sapete l’Invalsi, di fronte all’impossibilità di far somministrare le prove programmate per il giorno 5 maggio a causa del grande sciopero unitario nazionale della scuola, ha deciso di farle slittare di un giorno. La prova di lingua italiana pertanto, si svolgerà per le classi seconda e quinta della scuola primaria, il giorno 6 marzo.

Siamo rimasti estremamente colpiti dall’efferatezza con la quale questo ente, manovrato dal Governo, ha agito. Ci terrei tuttavia, in seguito alle numerose telefonate e richieste di chiarimento ricevute, a dire e ad avvertirvi di un paio di cose.

Lo sciopero unitario nazionale, con conseguente manifestazione in cinque città italiane, si svolgerà comunque in data 5 maggio e sarà contro il DDL su “La Buona Scuola” di Renzi, Giannini & Co.

Lo sciopero del 6 maggio è invece uno sciopero Cobas, già programmato da tempo da questa sigla e finalizzato essenzialmente ad ostacolare le prove Invalsi.

Pure io sono contrario alla somministrazione delle prove Invalsi e all’uso strumentale e sanzionatorio che si intende fare di esse in futuro e anch’io ho scioperato negli anni scorsi per evitarne la somministrazione, anche quando lo sciopero non era indetto dal mio sindacato. Ad ogni modo credo che la posta in gioco questa volta sia molto più alta e sia necessario operare delle scelte, se non politiche, di futuribile necessità.

Scioperando il 6 maggio anziché il 5, semplicemente per non consegnare ai vostri alunni queste prove, non farete altro che appoggiare la tesi di Renzi secondo la quale i lavoratori non sono rappresentati dai sindacati (non scioperano il 5 maggio contro “La Buona Scuola”, ergo sono d’accordo con il Governo), e che l’avversione al DDL altro non è che un capriccio di organizzazioni politiche e sindacali che hanno come unico scopo quello di rallentare il processo di modernizzazione del paese messo in atto dall’ex sindaco di Firenze.

Se questo DDL, da brutto incubo, dovesse diventare realtà, dobbiamo ricordarci che, tra le tante cose:

  1. Le scuole saranno COMANDATE da presidi, con poteri assoluti.
  2. I dirigenti scolastici assegneranno i posti disponibili sulla base di un piano triennale, con arbitraria e insindacabile decisione unilaterale, scegliendosi i docenti dai famosi “albi provinciali” (addio sede, addio libertà di insegnamento).
  3. Quelli che hanno fatto più di 36 mesi di supplenza non potranno più essere chiamati (questo per evitare di incorrere nell’obbligo imposto dalla Corte di Giustizia Europea di assumere i precari con più di 36 mesi di servizio)
  4. Il dirigente sarà responsabile e titolare delle scelte didattiche dell’istituto.
  5. Il collegio docenti diverrà un organo operante ed esclusivamente ratificante le scelte del dirigente.
  6. E tanto altro ancora.

 Scendiamo in piazza colleghe, colleghi, scioperiamo il giorno 5 maggio. Se lo sciopero dovesse fallire, anche se soltanto per uno di noi, i danni potrebbero essere irreparabili per il futuro nostro e di tutte le generazioni a venire. Lo dobbiamo all’Italia, ai nostri alunni e a noi stessi, perché la posta in gioco questa volta è davvero troppo alta. E perché un giorno, l’INVALSI, potrebbe essere l’ultimo dei nostri problemi.

Mestre, 29.4.2015

Simone Piscopello

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