Serve una scuola democratica e collegiale

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Mariella Petrini,  metro  7.6.2015.  

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SCUOLA. Il Ddl 2994 segue il suo iter politico-governativo e in questi giorni è all’esame del Senato come DL 1934. Tra i punti fondamentali che inesorabilmente andranno a modificare l’attuale scuola della Costituzione rientrano la libertà d’insegnamento e lo svilimento della pluralità collegiale. Infatti il Collegio dei Docenti, come ridisegnato, perderà inevitabilmente la funzione pluralistica e il suo ruolo di organo tecnico-didattico deliberante del POF, trasformandosi in un’assemblea puramente consultiva subordinata al volere del DS e del Consiglio d’Istituto. La funzione docente verrà fortemente svilita da una formazione improntata solo su logiche aziendalistiche e premiali e diverrà impossibile fare cultura, se non di tipo consumistico. Il ricorso alle otto deleghe governative prevede inoltre la riformulazione del Testo Unico, come si evince dall’art 22 comma 2 a.1 che recita: «la redazione di un testo unico delle disposizioni in materia di istruzione già contenute nel testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonché nelle altre fonti normative». È inequivocabile quindi un altro dictat normativo riguardante lo stato giuridico del personale della scuola. Il Governo in questo modo agisce in modo grave e penalizzante nella rimodulazione dello stato giuridico del comparto scuola, mentre dovrebbe essere discusso e concordato con le parti sociali atte alla contrattazione come avviene per ogni comparto della pubblica amministrazione. La richiesta del mondo della Scuola, rivolta al Governo, verso un‘a ’aperta disponibilità ad un vero e rispettoso ascolto, resta a tutt’oggi completamente inattesa. Se il Ddl scuola non verrà ritirato, “spacchettato” o quantomeno incisivamente emendato, ancora una volta richiederà ai docenti ulteriore impegno «senza maggiori ed ulteriori oneri per la finanza pubblica». Con questa ricorrente dicitura, spesso citata sia da questo che da precedenti governi, alla nazione verrà a mancare una scuola giusta, collegiale e democratica dove si opera per la formazione del singolo e del gruppo, una scuola statale pubblica di tutti e per tutti.

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