Si possono accorpare classi di IRC?

tuttoscuola_logo14Tuttoscuola,  21.12.2015.  

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È tuttora in attesa di risposta scritta una interrogazione parlamentare di alcuni deputati del M5S, rivolta nell’ottobre scorso al ministro dell’istruzione sulla composizione delle classi di alunni che si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica.

A ottobre i deputati pentastellati, prendendo spunto da notizie pubblicate da un quotidiano nazionale, avevano osservato che, a causa della diminuzione del numero degli avvalentesi, “in moltissimi casi si tratta di pochi alunni per classe, in alcuni casi, pur isolati, anche di un unico alunno; in sostanza, l’insegnamento della religione avverrebbe, effettivamente, in aule semivuote”.

I deputati interroganti ricordano che nella circolare n. 368 (applicativa dell’Intesa tra CEI  e ministero istruzione) viene previsto che: “La scelta in ordine all’insegnamento della religione cattolica non deve in alcun modo interferire o condizionare, o costituire comunque criterio per la composizione delle classi”.

I deputati hanno osservato che diversi vescovi hanno dichiarato che “Accorpare le classi per formare gruppi di studenti più numerosi è vietato. Sarebbe considerato discriminatorio”.

I parlamentari, dopo avere rilevato l’incongruenza dell’Amministrazione scolastica che ha operato tagli mediante accorpamenti delle classi, chiedono quale sia l’orientamento del Ministro in ordine ai fatti esposti in premessa e se non ravveda in essi motivi e cause di discriminazione.

La questione è particolarmente delicata, perché c’è di mezzo l’Intesa tra la Chiesa italiana e il ministero dell’istruzione.

Una soluzione di accorpamento delle classi, se pur logica ed equa, potrebbe compromettere equilibri istituzionali.

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