Si scrive bonus e si legge tappo

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di Bianca Maria Cartella, Fuoriregistro  2.6.2017

– E sì, la Buona Scuola ci ha insegnato anche questo!

Funziona così: alla fine dell’anno scolastico, alcuni docenti risultano meritevoli. Altri no. Allora succede che alcuni – i meritevoli – diventano destinatari di un premio in denaro elargito dal DS, coadiuvato da un Comitato, mentre altri – gli immeritevoli – sono eminentemente ignorati. Come se non esistessero e come se non fossero mai esistiti.

Tutto perfetto. Ma analizziamo COSA fanno alcuni insegnanti per diventare meritevoli: partecipano gratis a tutte le iniziative della scuola; rispondono sempre affermativamente alle proposte del DS; sono estremamente collaborativi e disponibili anche a dormire a scuola; si arrovellano incessantemente il cervello per sfornare progetti di vario genere; votano senza fiatare e senza consapevolezza TUTTE le delibere collegiali; propongono e sostengono attività aggiuntive senza se e senza ma; si autocandidano per ricoprire ruoli di varia natura; si immolano volentieri e con leggerezza nell’organizzazione di visite guidate e nel conseguente accompagnamento degli alunni; riparano computer e finestre.

Nel frattempo il becco deve restare ermeticamente chiuso. Perché se non ti metti un tappo in bocca, il bonus non arriva! Quindi le iniziative della scuola sono eccessivamente numerose? Acqua in bocca! E, durante le riunioni collegiali, tutti muti e si alza la mano a comando: basta uno sguardo panoramico. I progetti? Si fanno tutti, con dedizione ed impegno, con sistematicità ed elevato senso di sopportazione. Il computer della 2^ M non funziona? Lo riparano loro. In silenzio.

Perché la consegna del silenzio è la “conditio sine qua non”.

Il silenzio è, dunque, imprescindibile e duraturo. Perché si protrae per un intero anno scolastico: da settembre a luglio. E poi continua, infatti, nessuno dei colleghi saprà mai CHI ha ricevuto COSA. Perché gli altri insegnanti (che hanno semplicemente fatto gli insegnanti) non hanno tappi, quindi – conseguentemente – non hanno bonus.

Questa procedura farraginosa, iniqua, risibile ed incostituzionale deve essere condotta nel totale silenzio e, dopo l’attribuzione del bonus premiale, bisogna secretare il tutto. Nessuno deve sapere: anzi, volendo, si possono conoscere i dati complessivi, “aggregati” è la parola giusta: si può sapere quanti docenti sono stati giudicati meritevoli con tappo e quale sia stata la cifra totale assegnata al gruppo dei silenti lavoratori.

Lo ha chiarito anche una sentenza del TAR del Veneto, la n. 463/2017 pubblicata il 10 maggio u.s. Ma non ce n’era bisogno: in tutte le Buone Scuole d’Italia TUTTO è silenziosamente accettato; TUTTO è silenziosamente eseguito; TUTTO è segretamente tenuto nascosto.

Questa non è Buona Scuola. E non è neanche Vera Scuola.

Perennemente sprovvista di tappo, ma dotata di dignità che, certamente, è sensazione sconosciuta ai detentori di tappo, sono un’insegnante non-meritevole. Come molti. Come troppi. Da 30 anni.

E la Vera Scuola funziona senza tappi.

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