Sicurezza/2: serve una strategia integrata. Oltre il fattore “paura”

tuttoscuola_logo14TuttoscuolaNews, n. 790 del  7.11.2016 

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– Per quanto attiene, però, il quadro complessivo, Legambiente lancia un appello: “Occorre accelerare la riqualificazione completando l’anagrafe scolastica, semplificare le linee di finanziamento, supportare i Comuni cambiando il ruolo della Struttura di missione” (costituita presso la Presidenza del Consiglio). Preoccupazione già segnalata da Cittadinanzattiva, il cui Rapporto 2016 è presentato nel numero in uscita del mensile Tuttoscuola dal presidente Adriana Bizzarri (“Quanto è sicura la mia scuola?”). Intervento di sicuro interesse per i dati puntuali forniti in relazione a taluni compiti delle istituzioni scolastiche, quali la redazione del piano di esodo e del documento di valutazione dei rischi, che non devono essere intesi come mero adempimento ma come reale strumento di prevenzione e controllo.

Come evidenziato con continuità anche da Tuttoscuola, spesso il problema della prevenzione e protezione all’interno degli istituti scolastici viene sottovalutato, tanto che diviene indispensabile creare un cultura della sicurezza attraverso adeguate iniziative formative.

Va in questa direzione, ad esempio, il progetto “A scuola di sicurezza: meglio preparati che spaventati”, elaborato dall’Istituto di Istruzione Superiore Statale Giosuè Carducci di Roma in collaborazione con l’Agenzia Gruppo F. M. di Fiano Romano e con Tuttoscuola. L’obiettivo è concorrere – attraverso un sistema articolato per livelli e personalizzato di corsi di formazione e aggiornamento – alla crescita delle competenze richieste dalla legge e della necessaria condivisione di  impegni e responsabilità all’interno della comunità scolastica.

Tale è la rilevanza della problematica, che può destare perplessità la carenza di un’attenzione specifica al tema della sicurezza nelle attività formative specificatamente destinate al personale docente nel Piano per la formazione dei docenti 2016 – 2019, salvo qualche citazione connessa al contesto Scuola – Lavoro. E risultando anche assente nel Piano di sviluppo professionale (esemplificato a pagina 21), diversamente con quel che si rileva in ambito europeo.

Senza dubbio, le scelte per la formazione in servizio del personale della scuola meritano di essere riconsiderate perché la sicurezza rappresenta un’area prioritaria d’intervento nell’ambito di una strategia di contrasto del rischio sismico e di prevenzione degli effetti sismici.

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