Smartphone, niente dispositivi durante i viaggi d’istruzione…

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dal blog del maestro Scialpi, 16.4.2018

– Smartphone si! Smartphone no” La decisione è relativamente semplice nelle ore di lezione. Diventa, invece, più difficile per i campiscuola o visite d’istruzione. Il pensiero di P.Crepet mi sembra condivibile

Il regolamento d’Istituto per il contrasto al cyberbulismo

La legge 71/17 esprime la sintesi tra la dimensione formativa(=inclusione) e sanzionatoria.
Quest’ultima ha il Regolamento d’Istituto come riferimento. Si legge, infatti all’art.5 comma 2 ” I regolamenti delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 4, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249,
e successive modificazioni, e il patto educativo di corresponsabilità di cui all’articolo 5 -bis del citato decreto n. 249 del 1998 sono integrati con specifici riferimenti a condotte di cyberbullismo e relative sanzioni disciplinari commisurate alla gravità degli atti compiuti.”

Lo smartphone, il “coltellino svizzero” (M. Spitzer)

E’ indubbio che il fenomeno del cyberbullismo ha il suo “start” nello smartphone. I dispositivo è stato definito “il nuovo coltellino svizzero” da M. Spitzer ( “La solitudine digitale” Corbaccio, Milano, 2015).   In mano ai ragazzi il suo uso è spesso  disinvolto  disinibito. In altri termini “leggero”, non supportato da conoscenze e abilità tecnico-informatiche adeguate e da una solida un’empatia  verso l’altro.  Siamo sideralmente lontani da quella “saggezza digitale” (digital wisdom) ipotizzata recentemente da M. Prensky.

Smartphone spento, la decisione di molte scuole

Se questa è la situazione, risulta inevitabile la decisione di vietarne l’uso (spento). Divieto più vincolante per gli istituto comprensivi. Il riferimento normativo è la Direttiva Fioroni (15.03.2007). Ovviamente il documento risente del tempo. Si fa riferimento ai cellulari, oggi divenuti smartphone. Si legge “L’uso dei cellulari da parte degli alunni, durante lo svolgimento delle attività didattiche, è vietato. Il divieto risponde ad una generale norma di correttezza che trova una sua codificazione nei doveri indicati nello Statuto delle studentesse e degli studenti (D.P.R. n. 249/1998). La violazione di tale divieto configura un’infrazione disciplinare rispetto alla quale la scuola è tenuta ad applicare apposite sanzioni. “

Un no anche per i viaggi d’istruzione…

E per le visite guidate o i viaggi d’istruzione? Personalmente non ravvedo motivi didattici per il loro uso. Anzi, è solo un dispositivo che distrae, distoglie l’attenzione su quello che sta intorno al ragazzo e che spesso si identifica con lo scopo dell’iniziativa. A questo aggiungo che l’Istituto scolastico diviene complice di quell’evaporazione delle relazioni reali, poiché gli occhi non incrociano altri occhi, ma sono concentrati solo sul dispositivo.

P. Crepet, una piacevole conferma

ll noto psichiatra P. Crepet: Ho assistito a una scena del genere: c’era una comitiva di studenti delle medie in gita a Venezia: erano talmente assorti a controllare il cellulare che il prof si era preso il compito di avvertire della presenza di ostacoli. “Scalino”, “buca”, e così via… ma come ci siamo ridotti?”. Parliamoci chiaro: non agire sull’uso dei cellulari a scuola significa rifiutare di prevenire le conseguenze più spiacevoli. Lasciare che i più giovani utilizzino il cellulare sempre, quando vogliono e come vogliono significa che poi ci si riduce a fare “i pompieri”, a intervenire cioè sempre sull’emergenza.”

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Smartphone, niente dispositivi durante i viaggi d’istruzione… ultima modifica: 2018-04-17T05:44:42+00:00 da Gilda Venezia

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